{"id":24,"date":"2023-08-29T23:48:28","date_gmt":"2023-08-29T21:48:28","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?page_id=24"},"modified":"2023-09-11T01:27:41","modified_gmt":"2023-09-10T23:27:41","slug":"agenda","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?page_id=24","title":{"rendered":"Comunicazioni"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-query alignfull is-layout-flow wp-block-query-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group alignfull is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\" style=\"padding-top:var(--wp--preset--spacing--40);padding-right:var(--wp--preset--spacing--40);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--40);padding-left:var(--wp--preset--spacing--40)\"><ul style=\"text-transform:none\" class=\"wp-block-post-template is-layout-flow wp-block-post-template-is-layout-flow\"><li class=\"wp-block-post post-590 post type-post status-publish format-standard hentry category-senza-categoria\">\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-10d38f8c wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--80)\"><div style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);letter-spacing:1px;margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0\" class=\"has-text-align-left has-link-color wp-elements-34fb4125d3c221ecffe75b0d6acbdc16 wp-block-post-date has-text-color has-contrast-color\"><time datetime=\"2026-06-24T22:29:07+02:00\">24 Giugno 2026<\/time><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0\"><h4 style=\"font-size:clamp(1.25rem, 1.25rem + ((1vw - 0.2rem) * 1.463), 2rem);font-style:normal;font-weight:600;line-height:1;padding-top:0;padding-bottom:0;padding-left:0;padding-right:0\" class=\"has-link-color wp-elements-695804fbb4dbe1c3dbe7daff9535ff64 wp-block-post-title has-text-color has-contrast-color\"><a href=\"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=590\" target=\"_self\" >12a Domenica T. Ord. \u2013 Non abbiate paura &#8211; Anno A \u2013 Mt 10,26-33 &#8211; Rito Romano<\/a><\/h4>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content has-small-font-size is-layout-flow wp-block-post-content-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ger 20, 10-13<\/em><br>Sentivo la calunnia di molti:<br>\u00abTerrore all\u2019intorno!<br>Denunciatelo! S\u00ec, lo denunceremo\u00bb.<br>Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:<br>\u00abForse si lascer\u00e0 trarre in inganno,<br>cos\u00ec noi prevarremo su di lui,<br>ci prenderemo la nostra vendetta\u00bb.<br>Ma il Signore \u00e8 al mio fianco come un prode valoroso,<br>per questo i miei persecutori vacilleranno<br>e non potranno prevalere;<br>arrossiranno perch\u00e9 non avranno successo,<br>sar\u00e0 una vergogna eterna e incancellabile.<br>Signore degli eserciti, che provi il giusto,<br>che vedi il cuore e la mente,<br>possa io vedere la tua vendetta su di loro,<br>poich\u00e9 a te ho affidato la mia causa!<br>Cantate inni al Signore,<br>lodate il Signore,<br>perch\u00e9 ha liberato la vita del povero<br>dalle mani dei malfattori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><em>Mt 10,26-33<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi apostoli:<br>\u00abNon abbiate paura degli uomini, poich\u00e9 nulla vi \u00e8 di nascosto che non sar\u00e0 svelato n\u00e9 di<br>segreto che non sar\u00e0 conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce,<br>e quello che ascoltate all&#8217;orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.<br>E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere<br>l&#8217;anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Ge\u00e8nna e l&#8217;anima<br>e il corpo.<br>Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadr\u00e0 a<br>terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.<br>Non abbiate dunque paura: voi valete pi\u00f9 di molti passeri!<br>Perci\u00f2 chiunque mi riconoscer\u00e0 davanti agli uomini, anch&#8217;io lo riconoscer\u00f2 davanti al<br>Padre mio che \u00e8 nei cieli; chi invece mi rinnegher\u00e0 davanti agli uomini, anch&#8217;io lo<br>rinnegher\u00f2 davanti al Padre mio che \u00e8 nei cieli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La parola che ritorna pi\u00f9 volte nel Vangelo di oggi \u00e8: \u00abNon abbiate paura\u00bb. Ges\u00f9 la ripete tre<br>volte. Evidentemente perch\u00e9 conosce bene il cuore dell&#8217;uomo. Sa che la paura accompagna la nostra vita. Non \u00e8 qualcosa che riguarda solo alcune persone particolarmente fragili. Riguarda tutti. Anche la prima lettura ci presenta un uomo che ha paura. Il profeta Geremia sente la calunnia<br>di molti. Persino i suoi amici aspettano la sua caduta. Non \u00e8 difficile immaginare quello che prova.<br>Chi di noi non ha mai sperimentato almeno una volta la paura del giudizio degli altri? La paura di<br>essere escluso, criticato, frainteso?<br>Forse siamo abituati a pensare che il contrario della fede sia l\u2019ateismo. Ma nella vita concreta<br>\u00e8 vero pi\u00f9 spesso che a opporsi alla fede \u00e8 la paura. Molte persone non smettono di seguire il Signore perch\u00e9 hanno perso una discussione filosofica. Molte volte sappiamo benissimo quale sarebbe la cosa giusta da fare. Sanno qual \u00e8 la verit\u00e0 e qual \u00e8 il bene, ma sperimentano paura.<br>\u00c8 facile rendersi conto come spesso la verit\u00e0 sia impopolare. Chi vive per essere approvato<br>dagli altri finisce per diventare un ipocrita. Si finisce per lasciare ci\u00f2 che \u00e8 vero per vivere secondo<br>ci\u00f2 che gli altri si aspettano da noi. Erode uccide il Battista per non deludere i commensali. Sa che<br>Giovanni \u00e8 un uomo giusto, ma ha pi\u00f9 paura del giudizio degli uomini che della propria coscienza.<br>C&#8217;\u00e8 un passaggio del Vangelo che mi colpisce molto: \u00ab<em>Quello che io vi dico nelle tenebre voi<br>ditelo nella luce<\/em>\u00bb. Cos\u00ec \u00e8 anche la vita cristiana. Parte da una parola che Dio semina nel cuore di una persona. Una convinzione, un&#8217;intuizione, qualcosa di bello che ci parla di Dio. Succede nel segreto. Succede nella preghiera. Succede in un momento in cui il cuore vede con chiarezza.<br>Ma tra il momento in cui quella parola entra nel cuore e il momento in cui diventa una scelta<br>concreta, diventa carne e si manifesta nella vita, c&#8217;\u00e8 spesso un lungo cammino. E in mezzo a quel<br>cammino si presenta la paura. \u00c8 il momento in cui non ci chiediamo pi\u00f9 se una cosa sia vera o buona. Cominciamo piuttosto a chiederci che cosa ci coster\u00e0.<br>Una ragazza comprende che desidera vivere il fidanzamento nella castit\u00e0. Nel suo cuore quella<br>scelta appare bella, sensata, perfino liberante. Poi per\u00f2 arrivano le amiche, i commenti, le prese in<br>giro. E nasce una domanda: \u00ab<em>E se poi rimango sola? E se nessuno mi vuole?<\/em>\u00bb. Un giovane percepisce che il Signore lo chiama a prendere sul serio il matrimonio, a costruire qualcosa di stabile. Ma subito intorno a s\u00e9 sente ripetere che legarsi per sempre \u00e8 una follia, una perdita di libert\u00e0, una complicazione inutile. Oppure pensiamo a una donna che scopre una gravidanza inattesa, magari in una situazione difficile. Quante voci le arrivano addosso. Quanti consigli dettati dalla paura. In tutti questi casi il problema non \u00e8 capire quale sia il bene. Molto spesso il bene \u00e8 abbastanza chiaro. Il problema \u00e8 che la paura ci fa guardare prima a quello che potremmo perdere che a quello che potremmo amare. Il problema \u00e8 avere il coraggio di attraversare la paura.<br>Per questo Ges\u00f9 va ancora pi\u00f9 in profondit\u00e0 e dice una frase sorprendente: \u00ab<em>Non abbiate paura<br>di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l&#8217;anima<\/em>\u00bb.<br>Non aver salute pu\u00f2 essere molto duro da vivere. Lo comprendiamo immediatamente.<br>Comprendiamo molto meno cosa significhi perdere l&#8217;anima. Quando invece il cuore si indurisce,<br>quando perdiamo la pace, quando ci abituiamo a vivere contro la nostra coscienza, possiamo andare avanti per anni senza quasi accorgercene. Eppure ci sono sofferenze dell&#8217;anima che fanno pi\u00f9 male di quelle del corpo. La solitudine e il non sentirsi amati sono durissimi anche se siamo in buona salute. Il vivere senza uno scopo. Perdere l&#8217;anima significa perdere il proprio centro. Significa lasciare che sia la paura, invece dell&#8217;amore, a decidere la direzione della nostra vita.<br>Ci sono persone che dedicano moltissime energie alla salute, al lavoro, all&#8217;immagine, al<br>successo, ma se il cuore viene trascurato finiscono per dominarci invece di servirci.<br>Ed \u00e8 qui che il Vangelo diventa estremamente attuale. Viviamo in un tempo che parla<br>continuamente di riconoscimento. Tutti desideriamo essere visti, approvati, confermati. I social<br>network hanno semplicemente reso pi\u00f9 evidente e amplificato questa ansia che esiste da sempre nel cuore umano: il bisogno disperato di un &#8220;like&#8221;, di un consenso.<br>Ma per risolvere il problema Ges\u00f9 capovolge la prospettiva. Noi siamo spesso preoccupati di<br>essere riconosciuti dagli altri. Ges\u00f9 invece dice: \u00ab<em>Chi riconoscer\u00e0 me davanti agli uomini, anch&#8217;io lo riconoscer\u00f2 davanti al Padre mio<\/em>\u00bb. Come a dire: il problema decisivo non \u00e8 se gli altri riconoscono te. La domanda \u00e8 se tu riconosci Dio. Il Vangelo insegna che il problema del riconoscimento di noi stessi si risolve solo riconoscendo Dio come Padre.<br>Pensiamo a san Francesco d&#8217;Assisi. Si spogli\u00f2 davanti a suo padre e alla citt\u00e0, rinunciando<br>all&#8217;approvazione pubblica, perch\u00e9 aveva riconosciuto di avere un altro Padre nei cieli. Se avesse<br>vissuto cercando il consenso degli altri, se fosse rimasto schiavo dell&#8217;opinione della sua cerchia<br>sociale, non avrebbe mai fatto ci\u00f2 che ha fatto. Eppure, proprio perch\u00e9 ha smesso di vivere per<br>l&#8217;approvazione, \u00e8 diventato un dono per tutta l&#8217;umanit\u00e0.<br>Forse allora il Vangelo di oggi non ci chiede di diventare eroi senza paura. Anche Geremia<br>aveva paura. Anche i discepoli avevano paura. Anche noi continuiamo ad averne. La domanda \u00e8<br>un&#8217;altra: Quale paura sto ascoltando? Sto cercando di salvare la mia immagine, la mia sicurezza, il<br>consenso degli altri? Oppure sto cercando di salvare il mio cuore? Chi guider\u00e0 la mia vita da<br>domani: la paura o la fiducia? La paura, se ascolta schiavizza. L\u2019amore se ascoltato responsabilizza. Ma alleggerisce il cuore e rende liberi. Perch\u00e9 alla fine \u00e8 proprio in questa scelta che si gioca la vera libert\u00e0 di un cristiano. <em>\u00abNelle tribolazioni spesso si ritrova il senso di ci\u00f2 che conta, nelle sofferenze si ha spesso la diffusa sensazione di diventare migliori. Sempre che la priorit\u00e0 sia quella<br>giusta: il cuore, l\u2019anima\u00bb<\/em> (don Fabio Rosini).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<\/li><li class=\"wp-block-post post-586 post type-post status-publish format-standard hentry category-omelie\">\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-10d38f8c wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--80)\"><div style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);letter-spacing:1px;margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0\" class=\"has-text-align-left has-link-color wp-elements-34fb4125d3c221ecffe75b0d6acbdc16 wp-block-post-date has-text-color has-contrast-color\"><time datetime=\"2026-06-14T22:37:06+02:00\">14 Giugno 2026<\/time><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0\"><h4 style=\"font-size:clamp(1.25rem, 1.25rem + ((1vw - 0.2rem) * 1.463), 2rem);font-style:normal;font-weight:600;line-height:1;padding-top:0;padding-bottom:0;padding-left:0;padding-right:0\" class=\"has-link-color wp-elements-695804fbb4dbe1c3dbe7daff9535ff64 wp-block-post-title has-text-color has-contrast-color\"><a href=\"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=586\" target=\"_self\" >11a Domenica T. Ord. &#8211; Anno A \u2013 \u00abVedendo le folle ne sent\u00ec compassione\u00bb &#8211; Mt 9,36 \u2013 10,8 &#8211; Rito Romano<\/a><\/h4>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content has-small-font-size is-layout-flow wp-block-post-content-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mt 9,36-10,8<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite come<br>pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli:<br>\u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe<br>perch\u00e9 mandi operai nella sua messe!\u00bb.<br>Chiamati a s\u00e9 i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire<br>ogni malattia e ogni infermit\u00e0.<br>I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo,<br>figlio di Zebed\u00e8o, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano;<br>Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l&#8217;Iscariota, colui che poi lo trad\u00ec.<br>Questi sono i Dodici che Ges\u00f9 invi\u00f2, ordinando loro: \u00abNon andate fra i pagani e non entrate nelle citt\u00e0 dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d&#8217;Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli \u00e8 vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i dem\u00f2ni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo varie feste riprendiamo il cammino ordinario, cammino che ci propone ogni giorno una<br>piccola conversione. Accompagnati da Ges\u00f9, impariamo o forse torniamo ad imparare ancora una<br>volta dal cuore di Ges\u00f9.<br>La frase da cui potremmo partire \u00e8 questa: \u00abGes\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione,<br>perch\u00e9 erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore\u00bb. La prima lettura dell\u2019Esodo terminava<br>con questa frase di Dio: \u00abVoi sarete per me un regno di sacerdoti\u00bb. Noi battezzati siamo chiamati tutti a diventare sacerdoti per gli altri. Non nel senso che amministreremo tutti i sacramenti. Nel senso che ciascuno di noi \u00e8 chiamato ad essere intercessore per gli altri. Qualcuno che prega per gli altri, che li aiuta ad entrare in contatto con Dio. \u00c8 il nobile destino che Dio riserva a ciascuno dei suoi figli.<br>Ma come sorge anche in me questo ministero? Occorre, come accennavo, imparare da Ges\u00f9.<br>E il primo aspetto importante \u00e8 il suo sguardo. \u00c8 la sorgente della compassione di Cristo. \u00c8 un tipo<br>di sguardo, una forma di vedere le folle che ha intorno a s\u00e9. Ges\u00f9 sente compassione perch\u00e9,<br>guardando le persone, vede la loro passione, la loro sofferenza, la loro fatica, il loro dolore. Le vede<br>come un gregge di pecore che, senza pastore, \u00e8 smarrito.<br>E la compassione che prova \u00e8 qualcosa di profondo, viscerale. Se mi si consente di tirare fuori<br>un po\u2019 di greco, l\u2019emozione che prova Ges\u00f9 \u00e8 estremizzata. Il verbo che c\u2019\u00e8 dietro indica le viscere<br>che si contorcono. Vedendo il profondo del cuore delle persone, \u00e8 come se intercettasse il loro dolore, un dolore che non lo lascia indifferente; anzi, diventa il suo stesso dolore.<br>Prima di chiederci che cosa possiamo fare per diventare intercessori per gli altri, domanda<br>legittima alla quale ciascuno \u00e8 bene che dia la propria risposta, il testo ci suggerisce che ce n\u2019\u00e8 almeno un\u2019altra ancora pi\u00f9 a monte: \u00abGli altri che cosa sono al mio sguardo?\u00bb.<br>Molto spesso noi diciamo, quando ci lamentiamo di qualcuno che non ci ha usato carit\u00e0: \u00abMa<br>tu non mi vedi proprio\u00bb, cio\u00e8 non hai gli occhi per vedere le mie esigenze. Certo, quello \u00e8 proprio il<br>punto. Che cosa guardiamo noi negli altri?<br>Molto spesso il nostro sguardo si riduce a cercare negli altri solamente quello che ci serve,<br>quello che ci pu\u00f2 essere utile. Oppure vediamo negli altri un rivale, un concorrente latente. Oppure<br>vediamo ci\u00f2 che possiamo prendere dagli altri. Basta pensare a come sia tante volte lo sguardo di una societ\u00e0 iper-sessualizzata: uno sguardo violento, espropriante e umiliante. Sar\u00e0 forse un caso che sia cos\u00ec importante oggi il look?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avere occhi per vedere va chiesto, va allenato. E se mi chiedessi, dopo aver incontrato una<br>persona: qual \u00e8 la sua passione?<br>Nell\u2019Antico Testamento una delle frasi del profeta Isaia pi\u00f9 riprese nel Nuovo Testamento \u00e8<br>questa: \u00abHanno occhi e non vedono\u00bb. Ecco, Cristo ha occhi e vede. E cosa vede? Come vede gli<br>uomini? Non parte dalla lista dei loro peccati, ma da uno sguardo di misericordia. La sua risposta non \u00e8 una condanna, ma un mettersi alla guida. Gli uomini sono guardati da Cristo e sono visti come pecore senza pastore.<br>Imparare da Cristo a guardare come Lui sar\u00e0 la spinta migliore per diventare a nostra volta<br>intercessori. E confermo che chiedersi come io sia o possa essere intercessore continua ad essere una parte della dimensione cristiana che non posso veramente eludere. Come si diventa sacerdoti per gli altri? Non anzitutto facendo qualcosa, ma imparando a guardare come guarda Cristo. Nessuno prega davvero per un fratello se prima non si lascia toccare dalla sua situazione.<br>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un altro aspetto importante in questo testo che completa quanto stiamo dicendo.<br>Perch\u00e9 se da un lato c\u2019\u00e8 Cristo, dal quale non finiremo mai di imparare, dall\u2019altra ci sono gli apostoli.<br>Vengono scelti e inviati, come noi siamo stati scelti nel Battesimo e perci\u00f2 siamo inviati.<br>Quel che mi consola qui \u00e8 la povert\u00e0 del materiale umano che Cristo sceglie. Sappiamo<br>com\u2019erano questi apostoli. Talvolta dubbiosi, come Tommaso. Irascibili o paurosi, come Pietro.<br>Arrivisti, come Giacomo e Giovanni. Per non parlare poi di Giuda. Insomma, non proprio quella che<br>si direbbe una squadra di campioni dell\u2019apostolato. Noi vediamo che questi discepoli avranno tutti la conoscenza della propria povert\u00e0 e della propria piccolezza. E tutti quanti dovranno essere pastori perch\u00e9, in realt\u00e0, seguono il Pastore, perch\u00e9 si fidano dell\u2019unico vero Pastore che \u00e8 Cristo. Un altro atteggiamento del pastore che siamo chiamati ad essere \u00e8 la consapevolezza della propria povert\u00e0. Il punto di partenza non \u00e8 credersi forti o autosufficienti, ma sapere di avere continuamente bisogno del Pastore con la P maiuscola. I discepoli potranno guidare gli altri solo nella misura in cui continueranno a seguire Cristo. Forse oggi il Signore ci lascia due domande semplici. Come guardo le persone che incontro? E chi \u00e8 davvero il pastore della mia vita?<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<\/li><li class=\"wp-block-post post-582 post type-post status-publish format-standard hentry category-omelie\">\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-10d38f8c wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--80)\"><div style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);letter-spacing:1px;margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0\" class=\"has-text-align-left has-link-color wp-elements-34fb4125d3c221ecffe75b0d6acbdc16 wp-block-post-date has-text-color has-contrast-color\"><time datetime=\"2026-06-07T18:23:38+02:00\">7 Giugno 2026<\/time><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0\"><h4 style=\"font-size:clamp(1.25rem, 1.25rem + ((1vw - 0.2rem) * 1.463), 2rem);font-style:normal;font-weight:600;line-height:1;padding-top:0;padding-bottom:0;padding-left:0;padding-right:0\" class=\"has-link-color wp-elements-695804fbb4dbe1c3dbe7daff9535ff64 wp-block-post-title has-text-color has-contrast-color\"><a href=\"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=582\" target=\"_self\" >SS.mo Corpo e Sangue di Cristo \u2013 Anno A \u2013 Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno &#8211; Gv 6,51-58<\/a><\/h4>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content has-small-font-size is-layout-flow wp-block-post-content-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Gv 6,51-58<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9 disse alla folla: \u00abIo sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb.<br>Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: \u00abCome pu\u00f2 costui darci la sua carne da mangiare?\u00bb.<br>Ges\u00f9 disse loro: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell\u2019uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la<br>vita eterna e io lo risusciter\u00f2 nell\u2019ultimo giorno. Perch\u00e9 la mia carne \u00e8 vero cibo e il mio<br>sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos\u00ec anche colui che mangia me vivr\u00e0 per me. Questo \u00e8 il pane disceso dal cielo; non \u00e8 come quello che mangiarono i padri e<br>morirono. Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi anni mi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte di sentire dei giovani dire che non vedono pi\u00f9 il senso<br>della Messa. Non lo dicono necessariamente per ribellione. Molti di loro sono sinceri. Hanno ricevuto un\u2019educazione cristiana, magari hanno frequentato il catechismo, ma a un certo punto si domandano perch\u00e9 dovrebbero continuare a venire. E, se siamo onesti, la domanda non riguarda soltanto i giovani. Anche molti adulti continuano a partecipare alla Messa senza essere sicuri di sapere davvero perch\u00e9 lo fanno.<br>Pensando alla festa di oggi, forse una parte della difficolt\u00e0 nasce dal fatto che viviamo in una<br>cultura che valuta tutto in base all\u2019utilit\u00e0. Quando dobbiamo decidere se fare qualcosa, la prima<br>domanda che ci viene spontanea \u00e8: a cosa serve? Se una cosa non produce un risultato immediato, se non aumenta il nostro benessere, se non ci rende pi\u00f9 efficienti, rischia di apparire superflua.<br>Guardata da questo punto di vista, qualcuno potrebbe dire: se devo dedicare un\u2019ora della mia<br>settimana a qualcosa, non ci sono attivit\u00e0 pi\u00f9 utili? Eppure tutti noi facciamo continuamente cose che non servono a niente, almeno secondo il criterio dell\u2019utilit\u00e0. Pensiamo a due amici che passano una serata insieme a parlare. Pensiamo a una famiglia riunita attorno a una tavola. Pensiamo a una persona che conserva lettere, fotografie, ricordi che non hanno alcun valore economico. Se guardiamo queste cose dall\u2019esterno, sembrano inutili. Eppure sappiamo bene che proprio l\u00ec si gioca una parte importante della vita. Ci sono realt\u00e0 che non esistono per produrre qualcosa, esistono perch\u00e9 esprimono una relazione.<br>L\u2019Eucaristia appartiene a questa categoria, \u00e8 relazione tra noi e Dio. E ancor pi\u00f9, non \u00e8<br>anzitutto qualcosa che facciamo per Dio, \u00e8 piuttosto qualcosa che Dio fa per noi.<br>Ed \u00e8 qui che il Vangelo di oggi diventa sorprendente. Ges\u00f9 non si limita a insegnare, dice<br>qualcosa che scandalizza i suoi ascoltatori: \u00abIl pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb.<br>In altre parole, non offre semplicemente un messaggio. Offre se stesso.<br>Se ci pensiamo bene, tutta la Bibbia conduce verso questo punto. Detto questo, sarebbe un<br>errore pensare che l&#8217;Eucaristia non cambi nulla. Le relazioni pi\u00f9 importanti della nostra vita sono<br>proprio quelle che ci trasformano di pi\u00f9. Cos\u00ec \u00e8 anche per l&#8217;Eucaristia. Nel deserto Dio aveva dato la<br>manna per sostenere il suo popolo. Se la manna sosteneva la vita materiale, l\u2019Eucarestia sostiene la vita spirituale. Con l\u2019Agnello Pasquale era avvenuta la liberazione dalla schiavit\u00f9 dell\u2019Egitto.<br>L\u2019Agnello andava mangiato, bisognava far comunione per vivere quella liberazione materiale.<br>L\u2019Eucarestia permette una liberazione spirituale, da altre schiavit\u00f9, da altre idolatrie.<br>Potremmo continuare con gli esempi con cui Dio aveva anticipato questo dono. In tutti questi<br>casi Dio dona qualcosa. Nell\u2019Eucaristia, invece, Dio non dona pi\u00f9 qualcosa: dona se stesso.<br>Fra le tante prefigurazioni dell\u2019Eucarestia mi piace sottolineare oggi un dettaglio che spesso<br>passa inosservato. Ges\u00f9 nasce a Betlemme, che significa \u00abcasa del pane\u00bb. E appena nato sceglie di<br>esser deposto in una mangiatoia. Una mangiatoia \u00e8 il luogo dove viene messo il cibo per gli animali. \u00c8 un\u2019immagine suggestiva per il Figlio di Dio. Ci\u00f2 che far\u00e0 pi\u00f9 avanti nella sua vita \u00e8 gi\u00e0 contenuto in quel gesto.<br>I Padri della Chiesa vedevano in quella mangiatoia un&#8217;immagine del cuore dell&#8217;uomo. Un<br>cuore che spesso si accontenta di poco. Un cuore fatto per cose grandi, ma che talvolta si nutre di ci\u00f2 che non lo sazia davvero. Correndo dietro alle idolatrie diventiamo nemici gli uni degli altri, perdiamo la nostra bellezza, quasi come gli esseri privi di razionalit\u00e0. Dio per\u00f2 non si ritrae. Entra proprio l\u00ec. Entra in quel cuore che tante volte si accontenta di poco, che si lascia ingannare da ci\u00f2 che non pu\u00f2 saziarlo. Entra per restituirgli la sua verit\u00e0, la sua bellezza, la sua vocazione a diventare dimora di Dio.<br>Potremmo fermarci a riflettere su questa immagine. Possiamo per\u00f2 anche rigirarla perch\u00e9 dice<br>qualcosa anche di noi. Perch\u00e9 la domanda decisiva \u00e8: che cosa vede Dio nell\u2019uomo per desiderare una comunione cos\u00ec profonda? Che cosa vede in noi per scegliere non soltanto di parlarci, non soltanto di aiutarci, ma addirittura di entrare nella nostra vita come nutrimento?<br>Forse la risposta \u00e8 che Dio vede una dignit\u00e0 che noi spesso dimentichiamo. Molte persone<br>vivono come se valessero soltanto per quello che producono, per il successo che ottengono, per il<br>giudizio degli altri. L\u2019Eucaristia racconta una storia diversa. Racconta un Dio che considera ogni<br>persona degna della sua presenza. Un Dio che non si accontenta di restare lontano. Un Dio che<br>desidera condividere la nostra vita dall\u2019interno.<br>Per questo il Corpus Domini non \u00e8 soltanto una festa sull\u2019Eucaristia. \u00c8 anche una festa<br>sull\u2019uomo. Se Dio arriva fino a questo punto, fino a farsi pane per noi, allora significa che ai suoi<br>occhi la nostra vita possiede un valore immenso. Non siamo semplicemente creature tollerate, bens\u00ec figli invitati alla sua tavola. Ed \u00e8 compito del Padre dare il pane ai figli.<br>E forse, alla fine, la domanda non \u00e8 pi\u00f9: perch\u00e9 andare a Messa? La domanda diventa un\u2019altra:<br>che cosa sta cercando di dirmi un Dio che desidera donarsi a me in questo modo?<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<\/li><\/ul><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-421d085c wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-right:var(--wp--preset--spacing--40);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--40);padding-left:var(--wp--preset--spacing--40)\"><nav class=\"wp-block-query-pagination is-horizontal is-content-justification-left is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-query-pagination-is-layout-e8523bbf wp-block-query-pagination-is-layout-flex\" aria-label=\"Paginazione\">\n\n\n<a href=\"\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpages%2F24&#038;query-31-page=2\" style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);text-transform:uppercase;letter-spacing:1px\" class=\"wp-elements-165a8aa96a7546446f11c5f70728c230 wp-block-query-pagination-next\">Pagina successiva<\/a>\n<\/nav><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-24","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":160,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24\/revisions\/160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}