{"id":24,"date":"2023-08-29T23:48:28","date_gmt":"2023-08-29T21:48:28","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?page_id=24"},"modified":"2023-09-11T01:27:41","modified_gmt":"2023-09-10T23:27:41","slug":"agenda","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?page_id=24","title":{"rendered":"Comunicazioni"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-query alignfull is-layout-flow wp-block-query-is-layout-flow\">\n<div class=\"wp-block-group alignfull is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\" style=\"padding-top:var(--wp--preset--spacing--40);padding-right:var(--wp--preset--spacing--40);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--40);padding-left:var(--wp--preset--spacing--40)\"><ul style=\"text-transform:none\" class=\"wp-block-post-template is-layout-flow wp-block-post-template-is-layout-flow\"><li class=\"wp-block-post post-621 post type-post status-publish format-standard hentry category-omelie\">\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-10d38f8c wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--80)\"><div style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);letter-spacing:1px;margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0\" class=\"has-text-align-left has-link-color wp-elements-1 wp-block-post-date has-text-color has-contrast-color\"><time datetime=\"2026-09-13T19:26:53+02:00\">13 Settembre 2026<\/time><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0\"><h4 style=\"font-size:clamp(1.25rem, 1.25rem + ((1vw - 0.2rem) * 1.463), 2rem);font-style:normal;font-weight:600;line-height:1;padding-top:0;padding-bottom:0;padding-left:0;padding-right:0\" class=\"has-link-color wp-elements-2 wp-block-post-title has-text-color has-contrast-color\"><a href=\"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=621\" target=\"_self\" >24a Domenica T. Ord. \u2013 Non dovevi anche tu aver piet\u00e0? &#8211; Anno A \u2013 Mt 18,21-35 &#8211; Rito Romano<\/a><\/h4>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content has-small-font-size is-layout-flow wp-block-post-content-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mt 18,21-35<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel tempo, Pietro si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9 e gli disse: \u00abSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovr\u00f2 perdonargli? Fino a sette volte?\u00bb.<br>E Ges\u00f9 gli rispose: \u00abNon ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli \u00e8 simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poich\u00e9 costui non era in grado di restituire, il padrone ordin\u00f2 che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e cos\u00ec saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituir\u00f2 ogni cosa\u201d. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasci\u00f2 andare e gli condon\u00f2 il debito. Appena uscito, quel servo trov\u00f2 uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: \u201cRestituisci quello che devi!\u201d. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: \u201cAbbi pazienza con me e ti restituir\u00f2\u201d. Ma egli non volle, and\u00f2 e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l\u2019accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell\u2019uomo e gli disse: \u201cServo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perch\u00e9 tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver piet\u00e0 del tuo compagno, cos\u00ec come io ho avuto piet\u00e0 di te?\u201d. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finch\u00e9 non avesse restituito tutto il dovuto. Cos\u00ec anche il Padre mio celeste far\u00e0 con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo sul tema del perdono. Se da una parte \u00e8 una delle pratiche pi\u00f9 difficili della vita cristiana, dall\u2019altra non sembra che ne percepiamo abbastanza la necessit\u00e0. Capita di trovare persone bloccate nella vita spirituale, che non progrediscono nonostante tanto impegno e sforzo, almeno finch\u00e9 non si chiede loro se abbiano ancora qualcuno da perdonare. Dal momento in cui lo fanno, la vita spirituale prende subito slancio. Ci inganniamo facilmente pensando di avere il diritto di disprezzare o giudicare il fratello. Un po\u2019 come Pietro in questo brano, chiediamo quale sia il limite delle malefatte che dobbiamo dimenticare. Non ci capita forse di dire: \u00abUna volta s\u00ec, ma la seconda, o la terza, no\u2026\u00bb? La domanda di Pietro \u00e8 molto umana: fino a quale limite?<br>I rabbini, che qualcosa del perdono avevano intuito, discutevano se fosse giusto il limite di tre o quattro volte. Pietro, che sta con Ges\u00f9 da un po\u2019 di tempo, ha capito che il Maestro chiede di pi\u00f9 e propone sette. Eppure la risposta di Ges\u00f9 \u00e8 che un limite non c\u2019\u00e8: non fino a sette, ma fino a settanta volte sette. E potremmo chiederci: quante volte abbiamo perdonato davvero di cuore? Magari nostro padre o nostra madre. O colui che ci ha soffiato la ragazza. L\u2019amico che ci ha tradito. O, al momento di dividere l\u2019eredit\u00e0, quel parente che ha fatto quel raggiro. Quante divisioni si vedono stando dal lato del sacerdote! E ancora, quello che ci ha soffiato il posto sul lavoro. Ognuno di noi potrebbe aggiungere i propri esempi. Ma siamo riusciti a perdonare davvero, almeno una volta, dal profondo del cuore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Noi possiamo vedere questa assenza di limite come una grande fatica, e questo succede se volgiamo lo sguardo solo su noi stessi, sulla piccola morte che ogni atto di perdono richiede. Eppure, se ci pensiamo bene, \u00e8 una grande consolazione. S\u00ec, perch\u00e9 se non ci fosse Dio che non si stanca mai di perdonarci, ciascuno di noi sarebbe perduto. Quante volte abbiamo cercato la Misericordia di Dio nel sacramento della Riconciliazione? E se c\u2019era anche solo un po\u2019 di attrizione, il perdono l\u2019abbiamo sempre incontrato! Quante volte abbiamo confessato lo stesso peccato&#8230; Non finiremmo mai di ringraziare Dio se solo pensassimo al fatto che Egli non tiene la contabilit\u00e0 dei nostri sbagli. Avesse detto: \u00abOrmai \u00e8 la quarta volta, ora basta!\u00bb, la nostra situazione sarebbe ben diversa. Ed \u00e8 questo il motivo per cui anche noi, come quel servo che doveva diecimila talenti, siamo chiamati a perdonare. Non c\u2019\u00e8 persona umana che possa restituire da sola un debito spaventoso come diecimila talenti. Se questo ci viene condonato, \u00e8 per pura bont\u00e0 di Dio, che non \u00e8 un calcolatore. La giustizia umana, quella che fa corrispondere ad ogni cosa il giusto prezzo, reclama. Eppure, se qualcosa in noi reclama contro il fratello, ricordiamoci che siamo noi i primi beneficiari del fatto che la giustizia sia stata superata dalla Misericordia. Forse ai nostri occhi il torto ricevuto dal fratello sembra enorme. Ma conta anche considerare chi \u00e8 la persona offesa: non \u00e8 lo stesso offendere uno sconosciuto, un amico, un genitore o il coniuge. A parit\u00e0 di gesto, la gravit\u00e0 cambia a seconda della relazione che ci lega all&#8217;altro. Se ricordiamo che in ogni peccato in ultima analisi offendiamo Dio, va da s\u00e9 che la misura del debito accumulato sia qualcosa che non potremo mai colmare da soli. Cos\u2019\u00e8 dunque il debito che il fratello ha nei nostri confronti? Cento denari. Una cifra non irrisoria (circa quattro mesi di stipendio), ma nulla in confronto all&#8217;incalcolabile debito che ci \u00e8 stato condonato. Il servo della parabola esce dalla presenza del padrone perdonato, ma incontra il suo compagno come se quel condono non fosse mai avvenuto. Ha ricevuto la misericordia, ma non ha lasciato che la misericordia ricevuta trasformasse anche il suo sguardo verso l&#8217;altro. Al termine del capitolo 18 di Matteo, dedicato al perdono, quest\u2019ultima parabola di Ges\u00f9 risponde alla nostra domanda profonda: \u00abPerch\u00e9 mi \u00e8 tanto difficile perdonare?\u00bb. Il vangelo di oggi ci risponde: \u00ab\u00c8 per una mancanza di memoria e di gratitudine verso Dio, che ti ha gi\u00e0 perdonato qualcosa di ben pi\u00f9 grave\u00bb. Perdonare non significa dire che il male non sia accaduto, n\u00e9 che non abbia avuto conseguenze dolorose. Significa rinunciare a fare del male ricevuto la misura definitiva del nostro rapporto con il fratello. E non si ribadir\u00e0 mai abbastanza l\u2019importanza di questo gesto difficile. Il problema non \u00e8 che \u00e8 difficile, il punto \u00e8 che \u00e8 necessario. Nella parabola il servo che non perdona finisce in prigione, bloccato nel proprio livore. Lo chiediamo ogni volta nel Padre Nostro: \u00abRimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori\u00bb, perch\u00e9 il perdono \u00e8 circolare: per custodirlo nel cuore, bisogna donarlo. Quel gesto difficile cui il Signore ci invita oggi \u00e8 anche la nostra libert\u00e0. Finch\u00e9 non riusciamo a perdonare, il torto subito ci accompagna ogni giorno. E non importa se le persone interessate non ci sono pi\u00f9. Vivendo con quella rabbia e quel giudizio portati dentro non risolviamo niente: l\u2019unico effetto \u00e8 di avvelenare la nostra vita. Ecco l\u2019altra circolarit\u00e0 del perdono: perdonare significa non essere pi\u00f9 prigionieri del male ricevuto. I primi beneficiari siamo noi: la nostra vita, il nostro cuore che si libera da un veleno. E questa leggerezza nasce dal guardare in modo nuovo i nostri fratelli. Il giudizio non spetta a noi: c\u2019\u00e8 Dio che giudicher\u00e0 in modo perfetto nel giorno stabilito. E cos\u00ec, senza negare il torto subito, invece di vivere nella condanna del fratello, impariamo a chiedere che presto o tardi anche lui sia raggiunto dalla Misericordia di Dio. Dio infatti non ne vuole la condanna, ma la salvezza; cos\u00ec come vuole la nostra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<\/li><li class=\"wp-block-post post-618 post type-post status-publish format-standard hentry category-omelie\">\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-10d38f8c wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--80)\"><div style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);letter-spacing:1px;margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0\" class=\"has-text-align-left has-link-color wp-elements-3 wp-block-post-date has-text-color has-contrast-color\"><time datetime=\"2026-09-07T21:10:38+02:00\">7 Settembre 2026<\/time><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0\"><h4 style=\"font-size:clamp(1.25rem, 1.25rem + ((1vw - 0.2rem) * 1.463), 2rem);font-style:normal;font-weight:600;line-height:1;padding-top:0;padding-bottom:0;padding-left:0;padding-right:0\" class=\"has-link-color wp-elements-4 wp-block-post-title has-text-color has-contrast-color\"><a href=\"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=618\" target=\"_self\" >23a Domenica T. Ord. \u2013 Avrai guadagnato tuo fratello &#8211; Anno A \u2013Mt 18,15-20 &#8211; Rito Romano<\/a><\/h4>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content has-small-font-size is-layout-flow wp-block-post-content-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mt 18,15-20<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli:<br>\u00abSe il tuo fratello commetter\u00e0 una colpa contro di te, va\u2019 e ammoniscilo fra te e lui solo;<br>se ti ascolter\u00e0, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolter\u00e0, prendi ancora con te una<br>o due persone, perch\u00e9 ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non<br>ascolter\u00e0 costoro, dillo alla comunit\u00e0; se non ascolter\u00e0 neanche la comunit\u00e0, sia per te<br>come il pagano e il pubblicano.<br>In verit\u00e0 io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sar\u00e0 legato in cielo, e tutto<br>quello che scioglierete sulla terra sar\u00e0 sciolto in cielo.<br>In verit\u00e0 io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d\u2019accordo per chiedere<br>qualunque cosa, il Padre mio che \u00e8 nei cieli gliela conceder\u00e0. Perch\u00e9 dove sono due o tre<br>riuniti nel mio nome, l\u00ec sono io in mezzo a loro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br>Padre Federico Macchi, L.C.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la Chiesa ci propone un brano dal capitolo 18 del Vangelo secondo Matteo. \u00c8 chiamato<br>il \u201ccapitolo ecclesiale\u201d, ovvero il discorso sulla vita della comunit\u00e0. E ci presenta il tema del perdono: un tema difficile e duro per la maggior parte di noi.<br>Eppure, pensiamoci bene: potrebbe esistere una comunit\u00e0 senza perdono? Esiste forse una<br>relazione \u2014 di amicizia, tra genitori e figli, tra coniugi \u2014 che non abbia mai dovuto affrontare la<br>ferita e il perdono? Nella nostra debolezza e fallibilit\u00e0, prima o poi tutti finiamo per ferirci.<br>Esisterebbe ancora una qualche forma di comunione se non avessimo imparato a esercitare il<br>perdono?<br>Il Vangelo di oggi ce lo mette davanti con forza. E di fronte all\u2019offesa ricevuta \u2014 qui non si<br>parla di un piccolo malinteso, ma di una colpa grave \u2014 Ges\u00f9 ci propone una gradualit\u00e0: Prima va\u2019 e ammoniscilo fra te e lui solo. Se non ascolta, prendi con te una o due persone. Se non ascolta neanche loro, dillo alla comunit\u00e0.<br>Gi\u00e0 questa \u00e8 un\u2019indicazione estremamente preziosa. Nelle nostre comunit\u00e0, purtroppo, accade<br>regolarmente l\u2019esatto contrario: prima lo si fa sapere a tutti attraverso il pettegolezzo; poi qualcuno finisce per riferirlo a una persona intima all\u2019interessato; infine l\u2019interessato viene a saperlo per interposta persona, quando ormai la ferita \u00e8 diventata una piaga. Ges\u00f9 ci insegna il percorso opposto: prima dillo direttamente a lui, nel segreto.<br>Ma c\u2019\u00e8 un passaggio che rischia di essere frainteso: \u00abSe non ascolter\u00e0 neanche la comunit\u00e0,<br>sia per te come il pagano e il pubblicano\u00bb. D\u2019istinto potremmo interpretarlo come un permesso per<br>escludere quella persona dalla nostra vita, per cancellarla, come una sorta di scomunica affettiva.<br>Eppure, nel Vangelo secondo Matteo, chi sono il pagano e il pubblicano? Sono le persone da cercare, da evangelizzare, quelle che Ges\u00f9 va a scovare fin dentro la loro casa. Matteo stesso era un<br>pubblicano! Dire &#8220;sia per te come un pagano&#8221; non significa sbarazzarsene, ma iniziare a trattarlo<br>esattamente come Ges\u00f9 tratta i peccatori: non pi\u00f9 con le parole o i rimproveri, ma offrendo la propria vita per la sua salvezza.<br>Non siamo per\u00f2 ancora arrivati al punto centrale di questi versetti, ovvero il fine e la modalit\u00e0<br>con cui siamo invitati a fare tutto questo. Il Vangelo lo dice chiaramente: \u00abavrai guadagnato il tuo<br>fratello\u00bb. Lo scopo non \u00e8 vedere finalmente ristabilita la mia giustizia personale. Non \u00e8 dimostrare che lui aveva torto e io ragione. Lo scopo non \u00e8 che finalmente \u201cmi sfogo\u201d. No, lo scopo \u00e8 la salvezza del fratello, il quale facendo del male sta danneggiando prima di tutto se stesso e non si rende conto del proprio imbruttimento. Lo scopo \u00e8 il recupero del fratello, non la mia soddisfazione personale.<br>Fratello, cio\u00e8 recupero della relazione. E chi viene corretto percepisce subito da quale sentimento<br>muove chi gli parla: si nota se c\u2019\u00e8 un risentimento personale o se c\u2019\u00e8 un desiderio sincero di<br>recuperarlo. Una correzione che parte dall\u2019orgoglio ferito o dal rancore non viene mai ascoltata;<br>quelle fatte senza risentimento, con il dolore e la pena nel cuore per il male che il fratello si sta<br>facendo, talvolta s\u00ec. Perci\u00f2 \u00e8 fondamentale chiedersi, prima di correggere qualcuno: Quale sentimento mi sta muovendo? Lo scopo non \u00e8 avere ragione, ma ristabilire la relazione.<br>Facciamoci allora una domanda di fondo: C\u2019\u00e8 qualcuno di noi che pu\u00f2 permettersi il lusso di<br>perdere un fratello? Di lasciarlo andare via? Crediamo davvero di poterci presentare alla porta del<br>Paradiso chiedendo di entrare dopo aver relegato qualcuno nel dimenticatoio? Il cristianesimo non lo ammette. Per questo Ges\u00f9 propone una gradualit\u00e0 che arriva fino alla radicalit\u00e0. Non possiamo<br>permetterci di perdere il fratello, perci\u00f2 le proviamo tutte. E quando abbiamo esaurito tutti gli<br>argomenti che la parola e il dialogo potevano offrire, se l\u2019altro ancora non si ravvede, siamo chiamati a non offrire pi\u00f9 parole, ma la nostra stessa vita. Come ha fatto Ges\u00f9 sulla croce per il pubblicano e per il pagano. Come ha fatto Ges\u00f9 per Matteo. E come continua a fare, ogni giorno, con ciascuno di noi.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<\/li><li class=\"wp-block-post post-616 post type-post status-publish format-standard hentry category-omelie\">\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\">\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-10d38f8c wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--80)\"><div style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);letter-spacing:1px;margin-top:0;margin-right:0;margin-bottom:0;margin-left:0\" class=\"has-text-align-left has-link-color wp-elements-5 wp-block-post-date has-text-color has-contrast-color\"><time datetime=\"2026-09-01T18:45:43+02:00\">1 Settembre 2026<\/time><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0\"><h4 style=\"font-size:clamp(1.25rem, 1.25rem + ((1vw - 0.2rem) * 1.463), 2rem);font-style:normal;font-weight:600;line-height:1;padding-top:0;padding-bottom:0;padding-left:0;padding-right:0\" class=\"has-link-color wp-elements-6 wp-block-post-title has-text-color has-contrast-color\"><a href=\"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=616\" target=\"_self\" >22a Domenica T. Ord. \u2013 Chi perder\u00e0 la propria vita per causamia la trover\u00e0 &#8211; Anno A \u2013 Mt 16,21-27 &#8211; Rito Romano<\/a><\/h4>\n\n<div class=\"entry-content wp-block-post-content has-small-font-size is-layout-flow wp-block-post-content-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mt 16,21-27<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9 cominci\u00f2 a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e<br>soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.<br>Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: \u00abDio non voglia, Signore; questo<br>non ti accadr\u00e0 mai\u00bb. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: \u00abVa\u2019 dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perch\u00e9 non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!\u00bb.<br>Allora Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abSe qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso,<br>prenda la sua croce e mi segua. Perch\u00e9 chi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0.<br>Infatti quale vantaggio avr\u00e0 un uomo se guadagner\u00e0 il mondo intero, ma perder\u00e0 la propria vita?<br>O che cosa un uomo potr\u00e0 dare in cambio della propria vita?<br>Perch\u00e9 il Figlio dell\u2019uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora<br>render\u00e0 a ciascuno secondo le sue azioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia, dai commenti su Radio Vaticana <\/strong><br><strong>Di don Fabio Rosini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00abChi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la<br>trover\u00e0\u00bb.<br>Sono queste le frasi scandalose del Vangelo di oggi. La domanda che sorge spontanea \u00e8: ma<br>quante vite esistono? Come \u00e8 possibile perdere la vita e poi trovarla?<br>In realt\u00e0, nel Vangelo si parla di due vite. C\u2019\u00e8 una vita che riceviamo dai nostri genitori e c\u2019\u00e8<br>una vita che Dio vuole donarci. La prima ci consegna a questo mondo e termina con la morte. La<br>seconda ci fa diventare figli di Dio e conduce alla vita eterna. Ma questa seconda vita richiede, per<br>poter essere accolta, che impariamo a consegnare la prima, a non considerarla come qualcosa da<br>possedere e difendere a tutti i costi.<br>Nel testo di oggi appaiono chiaramente due modi di pensare. Lo dice Ges\u00f9 a Pietro: \u00abTu non<br>pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini\u00bb. C\u2019\u00e8 un pensiero che resta sicuro nello steccato di ci\u00f2<br>che \u00e8 umano: ci\u00f2 che \u00e8 logico, conveniente, opportuno, vantaggioso. \u00c8 un pensiero che sa fare bene<br>i propri calcoli e che spesso arriva persino a proiettare su Dio la propria logica. Pietro contesta<br>l\u2019ipotesi della sofferenza predetta da Cristo non semplicemente in nome dell\u2019umano, ma addirittura in nome del divino: \u00abDio non voglia, Signore; questo non ti accadr\u00e0 mai\u00bb. Ma Ges\u00f9 gli rivela tutta la sua estraneit\u00e0 al pensiero di Dio.<br>Pensare secondo Dio significa smettere di pretendere di stabilire noi che cosa Egli possa o non<br>possa permettere nella nostra vita. Se il dolore esiste, se esistono la sofferenza e la malattia, non<br>possiamo costruire una fede basata sul dire: \u00abQuesto non deve accadere, quindi Dio non pu\u00f2<br>permetterlo\u00bb. Dobbiamo invece imparare a misurarci con la realt\u00e0, sapendo che Dio \u00e8 presente anche l\u00ec. Il cristianesimo non \u00e8 un\u2019assicurazione contro gli infortuni dell&#8217;esistenza. Ges\u00f9 non ci promette che saremo dispensati dai problemi che affronta tutta l&#8217;umanit\u00e0. Si va in chiesa spesso cercando una religione del benessere che ci rassicuri, ma la questione decisiva non \u00e8 se la fede mi faccia stare bene, ma se io mi fidi di Dio anche quando non sto bene.<br>\u00c8 significativo che Ges\u00f9, dopo aver chiamato Pietro \u00abSatana\u00bb, gli dica: \u00abVa\u2019 dietro a me\u00bb.<br>Pietro si era messo davanti a Ges\u00f9, pretendendo di indicargli la strada e di spiegargli quale dovesse<br>essere il progetto di Dio. Ges\u00f9 gli rimette davanti la sua vera posizione: non sei tu a dover indicare a Dio la strada; sei tu che devi seguire Lui. Molto spesso noi entriamo in Chiesa proprio per chiedere a Dio di fare ci\u00f2 che vogliamo noi. Ma il rapporto con Dio \u00e8 opposto: siamo noi che dobbiamo seguire Lui, perch\u00e9 Egli ha un progetto pi\u00f9 grande del nostro e ci vuole bene pi\u00f9 di quanto noi sappiamo volerne a noi stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema di vita fondato sul pensiero di Pietro \u00e8 un\u2019esistenza da &#8220;slalommisti&#8221;, che cercano<br>continuamente di evitare problemi, scomodit\u00e0 e dolori. Ma questo modo di vivere pone le basi di<br>un\u2019umanit\u00e0 incapace di misurarsi con gli spigoli del reale. Essa genera padri latitanti, madri ansiose, sposi egocentrici, persone superficiali. Perch\u00e9 senza la disponibilit\u00e0 a perdere qualcosa di s\u00e9 non c\u2019\u00e8 amore, ma soltanto comodit\u00e0. Questo pensiero umano pu\u00f2 concepire un sacrificio soltanto in vista di un guadagno: mi sacrifico solo se ne ricaver\u00f2 qualcosa. Ma assolutizzare l&#8217;umano significa renderlo sottile e inconsistente. Abbiamo bisogno di qualcosa di pi\u00f9 grande.<br>E qui dobbiamo comprendere bene cosa significhi \u00abprendere la propria croce\u00bb. Ges\u00f9 non ci<br>sta chiedendo di cercare la sofferenza, n\u00e9 ci propone una vita di rinunce stonate. Al contrario, ci<br>propone la vita vera al posto di una vita fasulla. La croce per Cristo \u00e8 la sua missione: \u00e8 entrare<br>nella dimensione dell\u2019amore e dell\u2019obbedienza al Padre fino al dono di s\u00e9. In fondo, \u00e8 tutta la vita che cerchiamo qualcuno che ci ami veramente: qualcuno che sappia decentrarsi, amare senza calcolo, senza presentarci il conto. E quando troviamo una persona capace di rinnegare se stessa per noi, siamo felici. Abbiamo allora bisogno di imparare noi stessi questa stessa arte dell&#8217;amore.<br>Se nella nostra vita abbiamo sperimentato cosa significhi amare cos\u00ec \u2014 nel matrimonio, nella<br>paternit\u00e0, nella maternit\u00e0, nell&#8217;amicizia \u2014 allora conosciamo gi\u00e0 qualcosa della vita vera. Perch\u00e9 la vita non consiste nel proteggere continuamente il proprio spazio, ma nella possibilit\u00e0 di donarsi.<br>Quando Ges\u00f9 dice: \u00abChi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria<br>vita per causa mia, la trover\u00e0\u00bb, non ci chiede di distruggere la nostra esistenza. Ci chiede di lasciar<br>andare una vita piccola, chiusa nei nostri calcoli, per poter finalmente ricevere quella pi\u00f9 grande che il Padre ha preparato per noi.<br>La croce \u00e8 quel momento in cui facciamo questo salto: smettiamo di aggrapparci a noi stessi<br>e lasciamo che Dio ci dia la sua vita. Vissuta solo come sofferenza, la croce rimane distruzione. Ma<br>accolta come occasione di abbandono e di fiducia, la sofferenza attraversata con Cristo diventa il<br>parto di una creatura nuova. La nostra paura pi\u00f9 grande non dovrebbe essere che la croce ci arrivi<br>addosso. La vera domanda \u00e8 se, quando arriver\u00e0, sapremo riconoscerla come il luogo in cui seguire<br>Cristo, consegnargli la nostra vita piccola e ricevere da Lui quella eterna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n<\/li><\/ul><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-constrained wp-container-core-group-is-layout-421d085c wp-block-group-is-layout-constrained\" style=\"margin-top:0;margin-bottom:0;padding-top:0;padding-right:var(--wp--preset--spacing--40);padding-bottom:var(--wp--preset--spacing--40);padding-left:var(--wp--preset--spacing--40)\"><nav class=\"wp-block-query-pagination is-horizontal is-content-justification-left is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-query-pagination-is-layout-e8523bbf wp-block-query-pagination-is-layout-flex\" aria-label=\"Paginazione\">\n\n\n<a href=\"\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpages%2F24&#038;query-31-page=2\" style=\"font-size:clamp(0.875rem, 0.875rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.049), 0.9rem);text-transform:uppercase;letter-spacing:1px\" class=\"wp-elements-8 wp-block-query-pagination-next\">Pagina successiva<\/a>\n<\/nav><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-24","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":160,"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/24\/revisions\/160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}