{"id":540,"date":"2026-04-26T21:45:13","date_gmt":"2026-04-26T19:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=540"},"modified":"2026-05-10T23:32:34","modified_gmt":"2026-05-10T21:32:34","slug":"4a-domenica-di-pasqua-il-buon-pastore-rito-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=540","title":{"rendered":"4a Domenica di Pasqua &#8211; Anno A \u2013 Il Buon Pastore &#8211; Gv 10,1-10 (Rito Romano)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Gv 10,1-10<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9 disse:<br>\u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale<br>da un&#8217;altra parte, \u00e8 un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, \u00e8 pastore delle<br>pecore.<br>Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna<br>per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina<br>davanti a esse, e le pecore lo seguono perch\u00e9 conoscono la sua voce.<br>Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perch\u00e9 non<br>conoscono la voce degli estranei\u00bb.<br>Ges\u00f9 disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.<br>Allora Ges\u00f9 disse loro di nuovo:<br>\u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti<br>prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la<br>porta: se uno entra attraverso di me, sar\u00e0 salvato; entrer\u00e0 e uscir\u00e0 e trover\u00e0 pascolo.<br>Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perch\u00e9<br>abbiano la vita e l&#8217;abbiano in abbondanza\u00bb.<br><br><br><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La quarta domenica di Pasqua ci sposta dal gusto puro della Risurrezione, che abbiamo<br>contemplato nelle prime tre domeniche dopo Pasqua, al ritmo concreto della vita risorta. Oggi<br>possiamo contemplare come Cristo ci guida: non \u00e8 un generale che impartisce ordini da una scrivania o che comanda da lontano, ma un pastore che cammina nel fango insieme a noi, condividendo la nostra polvere e la nostra fatica. Tutto il Vangelo di oggi \u00e8 un invito a scoprire che abbiamo il potere di scegliere la Vita, non perch\u00e9 qualcuno ci costringa, ma perch\u00e9 possiamo lasciarci attirare da qualcosa di pi\u00f9 bello e di pi\u00f9 vero.<br>Ges\u00f9 parla di una porta. Immaginate la scena: Cristo non usa mai il piede di porco della colpa,<br>della minaccia o della paura per entrare nella nostra anima. Egli non forza mai la serratura della nostra libert\u00e0. Egli chiama, invita e conoscendolo un po\u2019 direi anche che aspetta. Qui abbiamo il potere di smettere di spingere e di forzare le situazioni. La vita cristiana non funziona a spinta, non si basa sulla manipolazione, sulla forzatura, per creare dei bravi cristiani. Piuttosto, ci parla di una relazione tra pecora e pastore. Le relazione hanno la loro natura, crescono piano piano, come una pianta che ha bisogno del suo tempo. Pensate ad un\u2019amicizia, ad un sano fidanzamento.<br>C\u2019\u00e8 una finestra e c\u2019\u00e8 una porta. Ma che cos\u2019\u00e8, nella realt\u00e0 di ogni giorno, questa finestra? \u00c8<br>la scorciatoia, la via storta, obliqua. \u00c8 quando cerchiamo aiuto dall\u2019oroscopo del mattino o<br>dall\u2019amuleto perch\u00e9 il futuro ci spaventa e vogliamo un&#8217;illusione di controllo. \u00c8 quell&#8217;arzigogolo<br>mentale, quella scusa che ci raccontiamo per giustificare un comportamento che sappiamo essere<br>sbagliato, ma che ci fa comodo nell\u2019immediato. \u00c8 il voler seguire Cristo, ma anche un po\u2019 la logica<br>di questo mondo. Possiamo decidere di scendere da queste scuse e usare finalmente la porta: la via<br>maestra, lineare e semplice, quella della verit\u00e0. Abbiamo il potere di obbedire alla vita cos\u00ec com&#8217;\u00e8,<br>accettando la realt\u00e0 senza pretendere di piegarla continuamente ai nostri calcoli o ai nostri capricci. In questo istante io posso accorgermi che Dio non sta parlando a una massa anonima di<br>persone, ma sta parlando a me personalmente, alle mie difficolt\u00e0 quotidiane, alle mie ferite specifiche. Io ho il potere di riscoprire la gioia di non essere un numero di protocollo o un cliente da soddisfare.<br>Sento quel momento in cui il cuore si lascia trafiggere e provo quella tristezza santa che non \u00e8<br>l&#8217;angoscia che schiaccia, ma \u00e8 quell\u2019attimo di verit\u00e0 che mi fa dire: ecco dove mi sono perso, ho capito che me la stavo raccontando.<br>Questo dolore mi riorienta verso Cristo e mi accorgo che Lui mi chiama per nome perch\u00e9 mi<br>conosce nel profondo. Io posso finalmente abbandonare l&#8217;idea di una fede fatta di bacchettate da<br>dietro. Cristo \u00e8 il pastore che cammina davanti a me, apre la pista, affronta per primo le insidie. Io<br>scelgo di seguirlo perch\u00e9 la sua voce mi rende felice, perch\u00e9 mi fido di Lui, non perch\u00e9 ho paura del<br>bastone. La mia vita cristiana funziona cos\u00ec: come una relazione tra me e Cristo che cresce attraverso la frequentazione, fino a distinguere chiaramente l&#8217;invito di una Voce viva che mi ama.<br>Ges\u00f9 dice ancora: Io sono la porta. Lo ripete due volte. Immaginiamo le semplici porte per<br>cui passiamo tutti i giorni, un passaggio che separa due ambienti. Cristo \u00e8 un varco di luce che ci<br>permette di uscire dalle zone d&#8217;ombra della nostra esistenza, da quelle abitudini che ci incupiscono. Anche davanti alla morte, possiamo cambiare sguardo. Come quel lavoratore in treno, con gli occhi lucidi per il padre morto di recente: senza Cristo la morte \u00e8 un muro di cemento armato contro cui sbattiamo la testa senza speranza. Ma con Lui possiamo scegliere di vedere una porta aperta. Cristo ha trasformato la realt\u00e0 pi\u00f9 tragica da un fine corsa brutale a un incontro atteso. Possiamo imparare fin da ora a riconoscere quella Voce familiare, cos\u00ec che quando arriveremo al varco finale non avremo paura di un estraneo, ma correremo verso un amico.<br>\u00abIo sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l&#8217;abbiano in abbondanza}. Qui sta la nostra scelta pi\u00f9<br>grande. Possiamo decidere di smettere di accontentarci di una vitarella da quattro soldi, fatta di piccoli compromessi e tristezze quotidiane che ci logorano l&#8217;anima. Il ladro \u2014 l\u2019idolo, l\u2019egoismo o le dipendenze \u2014 ha il solo scopo di rubarci la bellezza. Un idolo \u00e8 per alcuni tutto ci\u00f2 a cui diamo il<br>potere di decidere se valiamo qualcosa: il successo, il giudizio degli altri, il bisogno di avere sempre ragione, il voler mostrare che non sbagliamo mai. Queste cose ci derubano della pace perch\u00e9 ci costringono a una recita continua. Come ogni peccato \u00e8 un atto autodistruttivo perch\u00e9 ci toglie ossigeno. Possiamo scegliere di non distruggerci pi\u00f9. Non perch\u00e9 una norma ce lo proibisce, ma perch\u00e9 abbiamo il potere di volerci bene con lo stesso amore con cui Dio ci ama. Seguire il Buon<br>Pastore non \u00e8 un sacrificio che ci toglie la libert\u00e0, ma \u00e8 poter finalmente uscire dagli inganni che ci<br>svuotano per entrare in una vita autentica e abbondante. Che il Signore ci dia la grazia di sentire<br>quanto \u00e8 bello stare con Lui, senza forzature, nella libert\u00e0 di chi sa di essere, finalmente, a casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gv 10,1-10In quel tempo, Ges\u00f9 disse:\u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi saleda un&#8217;altra parte, \u00e8 un ladro e un brigante. 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