{"id":580,"date":"2026-06-01T15:37:13","date_gmt":"2026-06-01T13:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=580"},"modified":"2026-06-01T15:37:40","modified_gmt":"2026-06-01T13:37:40","slug":"ss-trinita-anno-a-gesu-rivela-il-volto-del-padre-gv-316-18-rito-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=580","title":{"rendered":"SS. Trinit\u00e0 \u2013 Anno A \u2013 Ges\u00f9 rivela il volto del Padre &#8211; Gv 3,16-18 (Rito Romano)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gv 3,16-18<br>In quel tempo, disse Ges\u00f9 a Nicodemo: \u00abDio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non \u00e8 condannato; ma chi non crede \u00e8 gi\u00e0 stato condannato, perch\u00e9 non<br>ha creduto nel nome dell\u2019unigenito Figlio di Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando arriva la festa della Santissima Trinit\u00e0, molti cristiani hanno l\u2019impressione di trovarsi<br>davanti a qualcosa di molto complicato. Pensano che sia la festa della teologia, delle formule difficili. Eppure il Vangelo di oggi non ci porta dentro un\u2019aula di teologia. Ci porta dentro una storia<br>d\u2019amore: \u00abDio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito\u00bb. Forse dovremmo fermarci qui.<br>Perch\u00e9 Ges\u00f9 non comincia spiegandoci come \u00e8 fatto Dio. Comincia raccontandoci come ama.<br>Noi conosciamo veramente una persona non quando siamo capaci di descriverla, ma quando<br>abbiamo capito come ci ama. Pensiamo a un bambino. Un bambino piccolo non saprebbe spiegare<br>chi \u00e8 suo padre. Non conosce la sua professione, non conosce la sua storia, non saprebbe fare un<br>ritratto psicologico. Eppure sa benissimo chi \u00e8 suo padre. Lo sa perch\u00e9 ha sperimentato le sue braccia, la sua presenza, la sua protezione. Lo conosce attraverso l\u2019amore.<br>Forse il problema della fede oggi \u00e8 proprio questo. Molte persone pensano di aver lasciato<br>Dio perch\u00e9 non riescono pi\u00f9 a credere a certe idee. In realt\u00e0, molto spesso, hanno lasciato<br>un\u2019immagine sbagliata di Dio.<br>La prima lettura e il Vangelo ci invitano a tornare a una domanda fondamentale: chi \u00e8<br>veramente Dio?<br>\u00c8 interessante che il primo peccato della Bibbia non cominci con un gesto, ma con un sospetto.<br>Il serpente non dice subito a Eva di mangiare il frutto. Prima insinua un dubbio. Le fa pensare che<br>Dio non sia cos\u00ec buono come sembra. Le suggerisce che Dio stia trattenendo qualcosa per s\u00e9, che non voglia davvero la felicit\u00e0 dell\u2019uomo. Eppure, Dio le aveva detto s\u00ec di non mangiare dell\u2019albero, ma non per dargli una limitazione castrante, ma perch\u00e9 nella sua bont\u00e0, dopo avergli dato tutto ci\u00f2 che era buono e bello e utile, le aveva anche indicato cosa evitare per non morire. Come fa un buon padre. Quando un padre dice al bambino non mettere le dita nella presa della corrente, non lo sta limitando arbitrariamente, vuol preservare la sua salute e la sua vita. Quel che fa il serpente, in fondo, \u00e8 rovinare il volto di Dio nel cuore di Eva. Da quel momento Dio non appare pi\u00f9 come un Padre, ma come un rivale.<br>Forse questa pagina della Genesi racconta anche qualcosa della nostra storia. Quanti uomini<br>e donne si sono allontanati dalla fede perch\u00e9 hanno incontrato l\u2019immagine di un Dio che controlla,<br>che giudica, che si scandalizza continuamente, che pretende soltanto obbedienza. Non gli avevamo presentato il Dio che ama i suoi figli come un Padre, ma il Dio frutto delle nostre ansie, del nostro desiderio di controllo.<br>Se il problema nasce quando il cuore dell\u2019uomo smette di fidarsi di Dio, allora si capisce<br>perch\u00e9 Ges\u00f9 viene nel mondo. Non viene anzitutto a insegnarci delle cose nuove. Viene a fare una<br>cosa molto pi\u00f9 semplice e molto pi\u00f9 difficile: restituirci il volto del Padre.<br>Pensiamo a quante volte nella nostra vita interpretiamo male le intenzioni di qualcuno.<br>Succede nelle famiglie. Un padre sa che deve dire molti no ad un figlio piccolo, ma quel figlio piccolo spesso dir\u00e0 al padre \u00abnon mi vuoi bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un figlio adolescente pu\u00f2 arrivare a convincersi che il padre non lo capisca, che lo limiti, che gli impedisca di essere felice. Eppure quel padre, magari goffamente, sta cercando proprio il bene di quel figlio. Forse qualcosa di simile accade anche nel nostro rapporto con Dio. A volte leggiamo certi avvenimenti, certi limiti, certe prove, come se fossero la dimostrazione che Dio si \u00e8 dimenticato di noi. E invece Ges\u00f9 viene a dirci: \u201cNo. Tu hai frainteso il cuore del Padre. Lascia che te lo mostri di nuovo\u201d.<br>E l\u2019amore del Padre \u00e8 quello che \u00e8 capace di sacrificare il suo unigenito per la salvezza dei<br>suoi figli. Esiste tra noi un padre che arriverebbe a tanto? A sacrificare il suo unico figlio per il bene<br>di qualcuno che forse nemmeno se lo merita, che forse rester\u00e0 indifferente? Ebbene, questo \u00e8 il Padre che abbiamo e questa \u00e8 la missione di Ges\u00f9. Non un censore che viene per castigare, ma un figlio che viene a rivelare il cuore del Padre, come Giovanni aveva gi\u00e0 detto all\u2019inizio del suo Vangelo, affinch\u00e9 credendo in lui siamo salvati. Chi crede infatti, cambia il modo in cui conosce Dio e scopre che la volont\u00e0 costante e unica di Dio \u00e8 che i suoi figli, che siamo noi, si salvino. Anche il pi\u00f9 farabutto.<br>Anche per lui, fino all\u2019ultimo momento, Dio non ha altro desiderio.<br>E poi Ges\u00f9 aggiunge ancora qualcosa di sorprendente: \u00abChi crede in lui non \u00e8 condannato\u00bb.<br>Questa frase pu\u00f2 sorprenderci perch\u00e9 noi siamo abituati a pensare alla condanna come a qualcosa che riguarda il futuro. Invece Ges\u00f9 ne parla come di una realt\u00e0 che gi\u00e0 presente nella vita di una persona. Ci sono persone che vivono portandosi addosso un peso enorme. Persone che non riescono mai a essere in pace con s\u00e9 stesse. Proviamo a fare degli esempi. Ci sono quelli che qualunque cosa facciano, hanno sempre l\u2019impressione di dover fare di pi\u00f9. Qualunque risultato raggiungano, sembra non bastare mai. Ci sono quelli che passano tutta la vita cercando di ottenere l\u2019approvazione di un padre che non arriva mai. Prendono un bel voto, ma poteva essere migliore. Fanno una cosa buona, ma non \u00e8 abbastanza. Crescono portandosi dentro l\u2019idea che l\u2019amore bisogna meritarselo. E potremmo continuare. E qualche volta quella domanda entra perfino nel rapporto con Dio. Si prega e ci si impegna. Si cerca di fare il bene, ma in fondo si continua a vivere come se qualcuno dovesse ancora essere convinto ad amarci.<br>Ma se mi sento un figlio amato vivo diversamente. Non perch\u00e9 sia migliore degli altri, ma<br>perch\u00e9 sa che c\u2019\u00e8 qualcuno al quale non deve dimostrare di meritare l\u2019amore. So che, anche quando<br>cado, non perdo per questo la mia dignit\u00e0 di figlio. Questa \u00e8 il volto del Padre che Ges\u00f9 \u00e8 venuto a<br>mostrarci: non anzitutto toglierci dai problemi, ma liberarci dalla paura di non essere amati. \u00c8 lo<br>Spirito Santo che, poco alla volta, instilla nel nostro cuore di questa verit\u00e0. La festa della Santissima Trinit\u00e0 non \u00e8 la festa di una teoria su Dio, \u00e8 la festa di una famiglia nella quale siamo stati invitati ad entrare. Quale volto di Dio porto con me?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gv 3,16-18In quel tempo, disse Ges\u00f9 a Nicodemo: \u00abDio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 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