{"id":582,"date":"2026-06-07T18:23:38","date_gmt":"2026-06-07T16:23:38","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=582"},"modified":"2026-06-14T22:37:40","modified_gmt":"2026-06-14T20:37:40","slug":"ss-mo-corpo-e-sangue-di-cristo-anno-a-chi-mangia-questo-pane-vivra-in-eterno-gv-651-58","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=582","title":{"rendered":"SS.mo Corpo e Sangue di Cristo \u2013 Anno A \u2013 Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno &#8211; Gv 6,51-58"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Gv 6,51-58<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9 disse alla folla: \u00abIo sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb.<br>Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: \u00abCome pu\u00f2 costui darci la sua carne da mangiare?\u00bb.<br>Ges\u00f9 disse loro: \u00abIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell\u2019uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la<br>vita eterna e io lo risusciter\u00f2 nell\u2019ultimo giorno. Perch\u00e9 la mia carne \u00e8 vero cibo e il mio<br>sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos\u00ec anche colui che mangia me vivr\u00e0 per me. Questo \u00e8 il pane disceso dal cielo; non \u00e8 come quello che mangiarono i padri e<br>morirono. Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi anni mi \u00e8 capitato pi\u00f9 volte di sentire dei giovani dire che non vedono pi\u00f9 il senso<br>della Messa. Non lo dicono necessariamente per ribellione. Molti di loro sono sinceri. Hanno ricevuto un\u2019educazione cristiana, magari hanno frequentato il catechismo, ma a un certo punto si domandano perch\u00e9 dovrebbero continuare a venire. E, se siamo onesti, la domanda non riguarda soltanto i giovani. Anche molti adulti continuano a partecipare alla Messa senza essere sicuri di sapere davvero perch\u00e9 lo fanno.<br>Pensando alla festa di oggi, forse una parte della difficolt\u00e0 nasce dal fatto che viviamo in una<br>cultura che valuta tutto in base all\u2019utilit\u00e0. Quando dobbiamo decidere se fare qualcosa, la prima<br>domanda che ci viene spontanea \u00e8: a cosa serve? Se una cosa non produce un risultato immediato, se non aumenta il nostro benessere, se non ci rende pi\u00f9 efficienti, rischia di apparire superflua.<br>Guardata da questo punto di vista, qualcuno potrebbe dire: se devo dedicare un\u2019ora della mia<br>settimana a qualcosa, non ci sono attivit\u00e0 pi\u00f9 utili? Eppure tutti noi facciamo continuamente cose che non servono a niente, almeno secondo il criterio dell\u2019utilit\u00e0. Pensiamo a due amici che passano una serata insieme a parlare. Pensiamo a una famiglia riunita attorno a una tavola. Pensiamo a una persona che conserva lettere, fotografie, ricordi che non hanno alcun valore economico. Se guardiamo queste cose dall\u2019esterno, sembrano inutili. Eppure sappiamo bene che proprio l\u00ec si gioca una parte importante della vita. Ci sono realt\u00e0 che non esistono per produrre qualcosa, esistono perch\u00e9 esprimono una relazione.<br>L\u2019Eucaristia appartiene a questa categoria, \u00e8 relazione tra noi e Dio. E ancor pi\u00f9, non \u00e8<br>anzitutto qualcosa che facciamo per Dio, \u00e8 piuttosto qualcosa che Dio fa per noi.<br>Ed \u00e8 qui che il Vangelo di oggi diventa sorprendente. Ges\u00f9 non si limita a insegnare, dice<br>qualcosa che scandalizza i suoi ascoltatori: \u00abIl pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo\u00bb.<br>In altre parole, non offre semplicemente un messaggio. Offre se stesso.<br>Se ci pensiamo bene, tutta la Bibbia conduce verso questo punto. Detto questo, sarebbe un<br>errore pensare che l&#8217;Eucaristia non cambi nulla. Le relazioni pi\u00f9 importanti della nostra vita sono<br>proprio quelle che ci trasformano di pi\u00f9. Cos\u00ec \u00e8 anche per l&#8217;Eucaristia. Nel deserto Dio aveva dato la<br>manna per sostenere il suo popolo. Se la manna sosteneva la vita materiale, l\u2019Eucarestia sostiene la vita spirituale. Con l\u2019Agnello Pasquale era avvenuta la liberazione dalla schiavit\u00f9 dell\u2019Egitto.<br>L\u2019Agnello andava mangiato, bisognava far comunione per vivere quella liberazione materiale.<br>L\u2019Eucarestia permette una liberazione spirituale, da altre schiavit\u00f9, da altre idolatrie.<br>Potremmo continuare con gli esempi con cui Dio aveva anticipato questo dono. In tutti questi<br>casi Dio dona qualcosa. Nell\u2019Eucaristia, invece, Dio non dona pi\u00f9 qualcosa: dona se stesso.<br>Fra le tante prefigurazioni dell\u2019Eucarestia mi piace sottolineare oggi un dettaglio che spesso<br>passa inosservato. Ges\u00f9 nasce a Betlemme, che significa \u00abcasa del pane\u00bb. E appena nato sceglie di<br>esser deposto in una mangiatoia. Una mangiatoia \u00e8 il luogo dove viene messo il cibo per gli animali. \u00c8 un\u2019immagine suggestiva per il Figlio di Dio. Ci\u00f2 che far\u00e0 pi\u00f9 avanti nella sua vita \u00e8 gi\u00e0 contenuto in quel gesto.<br>I Padri della Chiesa vedevano in quella mangiatoia un&#8217;immagine del cuore dell&#8217;uomo. Un<br>cuore che spesso si accontenta di poco. Un cuore fatto per cose grandi, ma che talvolta si nutre di ci\u00f2 che non lo sazia davvero. Correndo dietro alle idolatrie diventiamo nemici gli uni degli altri, perdiamo la nostra bellezza, quasi come gli esseri privi di razionalit\u00e0. Dio per\u00f2 non si ritrae. Entra proprio l\u00ec. Entra in quel cuore che tante volte si accontenta di poco, che si lascia ingannare da ci\u00f2 che non pu\u00f2 saziarlo. Entra per restituirgli la sua verit\u00e0, la sua bellezza, la sua vocazione a diventare dimora di Dio.<br>Potremmo fermarci a riflettere su questa immagine. Possiamo per\u00f2 anche rigirarla perch\u00e9 dice<br>qualcosa anche di noi. Perch\u00e9 la domanda decisiva \u00e8: che cosa vede Dio nell\u2019uomo per desiderare una comunione cos\u00ec profonda? Che cosa vede in noi per scegliere non soltanto di parlarci, non soltanto di aiutarci, ma addirittura di entrare nella nostra vita come nutrimento?<br>Forse la risposta \u00e8 che Dio vede una dignit\u00e0 che noi spesso dimentichiamo. Molte persone<br>vivono come se valessero soltanto per quello che producono, per il successo che ottengono, per il<br>giudizio degli altri. L\u2019Eucaristia racconta una storia diversa. Racconta un Dio che considera ogni<br>persona degna della sua presenza. Un Dio che non si accontenta di restare lontano. Un Dio che<br>desidera condividere la nostra vita dall\u2019interno.<br>Per questo il Corpus Domini non \u00e8 soltanto una festa sull\u2019Eucaristia. \u00c8 anche una festa<br>sull\u2019uomo. Se Dio arriva fino a questo punto, fino a farsi pane per noi, allora significa che ai suoi<br>occhi la nostra vita possiede un valore immenso. Non siamo semplicemente creature tollerate, bens\u00ec figli invitati alla sua tavola. Ed \u00e8 compito del Padre dare il pane ai figli.<br>E forse, alla fine, la domanda non \u00e8 pi\u00f9: perch\u00e9 andare a Messa? La domanda diventa un\u2019altra:<br>che cosa sta cercando di dirmi un Dio che desidera donarsi a me in questo modo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gv 6,51-58In quel tempo, Ges\u00f9 disse alla folla: \u00abIo sono il pane vivo, disceso dal cielo. 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