{"id":586,"date":"2026-06-14T22:37:06","date_gmt":"2026-06-14T20:37:06","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=586"},"modified":"2026-06-14T22:40:20","modified_gmt":"2026-06-14T20:40:20","slug":"11a-domenica-t-ord-anno-a-vedendo-le-folle-ne-senti-compassione-mt-936-108","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=586","title":{"rendered":"11a Domenica T. Ord. &#8211; Anno A \u2013 \u00abVedendo le folle ne sent\u00ec compassione\u00bb &#8211; Mt 9,36 \u2013 10,8 &#8211; Rito Romano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mt 9,36-10,8<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite come<br>pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli:<br>\u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe<br>perch\u00e9 mandi operai nella sua messe!\u00bb.<br>Chiamati a s\u00e9 i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire<br>ogni malattia e ogni infermit\u00e0.<br>I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo,<br>figlio di Zebed\u00e8o, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano;<br>Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l&#8217;Iscariota, colui che poi lo trad\u00ec.<br>Questi sono i Dodici che Ges\u00f9 invi\u00f2, ordinando loro: \u00abNon andate fra i pagani e non entrate nelle citt\u00e0 dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d&#8217;Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli \u00e8 vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i dem\u00f2ni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo varie feste riprendiamo il cammino ordinario, cammino che ci propone ogni giorno una<br>piccola conversione. Accompagnati da Ges\u00f9, impariamo o forse torniamo ad imparare ancora una<br>volta dal cuore di Ges\u00f9.<br>La frase da cui potremmo partire \u00e8 questa: \u00abGes\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione,<br>perch\u00e9 erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore\u00bb. La prima lettura dell\u2019Esodo terminava<br>con questa frase di Dio: \u00abVoi sarete per me un regno di sacerdoti\u00bb. Noi battezzati siamo chiamati tutti a diventare sacerdoti per gli altri. Non nel senso che amministreremo tutti i sacramenti. Nel senso che ciascuno di noi \u00e8 chiamato ad essere intercessore per gli altri. Qualcuno che prega per gli altri, che li aiuta ad entrare in contatto con Dio. \u00c8 il nobile destino che Dio riserva a ciascuno dei suoi figli.<br>Ma come sorge anche in me questo ministero? Occorre, come accennavo, imparare da Ges\u00f9.<br>E il primo aspetto importante \u00e8 il suo sguardo. \u00c8 la sorgente della compassione di Cristo. \u00c8 un tipo<br>di sguardo, una forma di vedere le folle che ha intorno a s\u00e9. Ges\u00f9 sente compassione perch\u00e9,<br>guardando le persone, vede la loro passione, la loro sofferenza, la loro fatica, il loro dolore. Le vede<br>come un gregge di pecore che, senza pastore, \u00e8 smarrito.<br>E la compassione che prova \u00e8 qualcosa di profondo, viscerale. Se mi si consente di tirare fuori<br>un po\u2019 di greco, l\u2019emozione che prova Ges\u00f9 \u00e8 estremizzata. Il verbo che c\u2019\u00e8 dietro indica le viscere<br>che si contorcono. Vedendo il profondo del cuore delle persone, \u00e8 come se intercettasse il loro dolore, un dolore che non lo lascia indifferente; anzi, diventa il suo stesso dolore.<br>Prima di chiederci che cosa possiamo fare per diventare intercessori per gli altri, domanda<br>legittima alla quale ciascuno \u00e8 bene che dia la propria risposta, il testo ci suggerisce che ce n\u2019\u00e8 almeno un\u2019altra ancora pi\u00f9 a monte: \u00abGli altri che cosa sono al mio sguardo?\u00bb.<br>Molto spesso noi diciamo, quando ci lamentiamo di qualcuno che non ci ha usato carit\u00e0: \u00abMa<br>tu non mi vedi proprio\u00bb, cio\u00e8 non hai gli occhi per vedere le mie esigenze. Certo, quello \u00e8 proprio il<br>punto. Che cosa guardiamo noi negli altri?<br>Molto spesso il nostro sguardo si riduce a cercare negli altri solamente quello che ci serve,<br>quello che ci pu\u00f2 essere utile. Oppure vediamo negli altri un rivale, un concorrente latente. Oppure<br>vediamo ci\u00f2 che possiamo prendere dagli altri. Basta pensare a come sia tante volte lo sguardo di una societ\u00e0 iper-sessualizzata: uno sguardo violento, espropriante e umiliante. Sar\u00e0 forse un caso che sia cos\u00ec importante oggi il look?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avere occhi per vedere va chiesto, va allenato. E se mi chiedessi, dopo aver incontrato una<br>persona: qual \u00e8 la sua passione?<br>Nell\u2019Antico Testamento una delle frasi del profeta Isaia pi\u00f9 riprese nel Nuovo Testamento \u00e8<br>questa: \u00abHanno occhi e non vedono\u00bb. Ecco, Cristo ha occhi e vede. E cosa vede? Come vede gli<br>uomini? Non parte dalla lista dei loro peccati, ma da uno sguardo di misericordia. La sua risposta non \u00e8 una condanna, ma un mettersi alla guida. Gli uomini sono guardati da Cristo e sono visti come pecore senza pastore.<br>Imparare da Cristo a guardare come Lui sar\u00e0 la spinta migliore per diventare a nostra volta<br>intercessori. E confermo che chiedersi come io sia o possa essere intercessore continua ad essere una parte della dimensione cristiana che non posso veramente eludere. Come si diventa sacerdoti per gli altri? Non anzitutto facendo qualcosa, ma imparando a guardare come guarda Cristo. Nessuno prega davvero per un fratello se prima non si lascia toccare dalla sua situazione.<br>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un altro aspetto importante in questo testo che completa quanto stiamo dicendo.<br>Perch\u00e9 se da un lato c\u2019\u00e8 Cristo, dal quale non finiremo mai di imparare, dall\u2019altra ci sono gli apostoli.<br>Vengono scelti e inviati, come noi siamo stati scelti nel Battesimo e perci\u00f2 siamo inviati.<br>Quel che mi consola qui \u00e8 la povert\u00e0 del materiale umano che Cristo sceglie. Sappiamo<br>com\u2019erano questi apostoli. Talvolta dubbiosi, come Tommaso. Irascibili o paurosi, come Pietro.<br>Arrivisti, come Giacomo e Giovanni. Per non parlare poi di Giuda. Insomma, non proprio quella che<br>si direbbe una squadra di campioni dell\u2019apostolato. Noi vediamo che questi discepoli avranno tutti la conoscenza della propria povert\u00e0 e della propria piccolezza. E tutti quanti dovranno essere pastori perch\u00e9, in realt\u00e0, seguono il Pastore, perch\u00e9 si fidano dell\u2019unico vero Pastore che \u00e8 Cristo. Un altro atteggiamento del pastore che siamo chiamati ad essere \u00e8 la consapevolezza della propria povert\u00e0. Il punto di partenza non \u00e8 credersi forti o autosufficienti, ma sapere di avere continuamente bisogno del Pastore con la P maiuscola. I discepoli potranno guidare gli altri solo nella misura in cui continueranno a seguire Cristo. Forse oggi il Signore ci lascia due domande semplici. Come guardo le persone che incontro? E chi \u00e8 davvero il pastore della mia vita?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mt 9,36-10,8In quel tempo, Ges\u00f9, vedendo le folle, ne sent\u00ec compassione, perch\u00e9 erano stanche e sfinite comepecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli:\u00abLa messe \u00e8 abbondante, ma sono pochi gli operai! 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