{"id":590,"date":"2026-06-24T22:29:07","date_gmt":"2026-06-24T20:29:07","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=590"},"modified":"2026-06-24T22:32:23","modified_gmt":"2026-06-24T20:32:23","slug":"12a-domenica-t-ord-non-abbiate-paura-anno-a-mt-1026-33-rito-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=590","title":{"rendered":"12a Domenica T. Ord. \u2013 Non abbiate paura &#8211; Anno A \u2013 Mt 10,26-33 &#8211; Rito Romano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ger 20, 10-13<\/em><br>Sentivo la calunnia di molti:<br>\u00abTerrore all\u2019intorno!<br>Denunciatelo! S\u00ec, lo denunceremo\u00bb.<br>Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:<br>\u00abForse si lascer\u00e0 trarre in inganno,<br>cos\u00ec noi prevarremo su di lui,<br>ci prenderemo la nostra vendetta\u00bb.<br>Ma il Signore \u00e8 al mio fianco come un prode valoroso,<br>per questo i miei persecutori vacilleranno<br>e non potranno prevalere;<br>arrossiranno perch\u00e9 non avranno successo,<br>sar\u00e0 una vergogna eterna e incancellabile.<br>Signore degli eserciti, che provi il giusto,<br>che vedi il cuore e la mente,<br>possa io vedere la tua vendetta su di loro,<br>poich\u00e9 a te ho affidato la mia causa!<br>Cantate inni al Signore,<br>lodate il Signore,<br>perch\u00e9 ha liberato la vita del povero<br>dalle mani dei malfattori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><em>Mt 10,26-33<\/em><br>In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi apostoli:<br>\u00abNon abbiate paura degli uomini, poich\u00e9 nulla vi \u00e8 di nascosto che non sar\u00e0 svelato n\u00e9 di<br>segreto che non sar\u00e0 conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce,<br>e quello che ascoltate all&#8217;orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.<br>E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere<br>l&#8217;anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Ge\u00e8nna e l&#8217;anima<br>e il corpo.<br>Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadr\u00e0 a<br>terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.<br>Non abbiate dunque paura: voi valete pi\u00f9 di molti passeri!<br>Perci\u00f2 chiunque mi riconoscer\u00e0 davanti agli uomini, anch&#8217;io lo riconoscer\u00f2 davanti al<br>Padre mio che \u00e8 nei cieli; chi invece mi rinnegher\u00e0 davanti agli uomini, anch&#8217;io lo<br>rinnegher\u00f2 davanti al Padre mio che \u00e8 nei cieli\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>La parola che ritorna pi\u00f9 volte nel Vangelo di oggi \u00e8: \u00abNon abbiate paura\u00bb. Ges\u00f9 la ripete tre<br>volte. Evidentemente perch\u00e9 conosce bene il cuore dell&#8217;uomo. Sa che la paura accompagna la nostra vita. Non \u00e8 qualcosa che riguarda solo alcune persone particolarmente fragili. Riguarda tutti. Anche la prima lettura ci presenta un uomo che ha paura. Il profeta Geremia sente la calunnia<br>di molti. Persino i suoi amici aspettano la sua caduta. Non \u00e8 difficile immaginare quello che prova.<br>Chi di noi non ha mai sperimentato almeno una volta la paura del giudizio degli altri? La paura di<br>essere escluso, criticato, frainteso?<br>Forse siamo abituati a pensare che il contrario della fede sia l\u2019ateismo. Ma nella vita concreta<br>\u00e8 vero pi\u00f9 spesso che a opporsi alla fede \u00e8 la paura. Molte persone non smettono di seguire il Signore perch\u00e9 hanno perso una discussione filosofica. Molte volte sappiamo benissimo quale sarebbe la cosa giusta da fare. Sanno qual \u00e8 la verit\u00e0 e qual \u00e8 il bene, ma sperimentano paura.<br>\u00c8 facile rendersi conto come spesso la verit\u00e0 sia impopolare. Chi vive per essere approvato<br>dagli altri finisce per diventare un ipocrita. Si finisce per lasciare ci\u00f2 che \u00e8 vero per vivere secondo<br>ci\u00f2 che gli altri si aspettano da noi. Erode uccide il Battista per non deludere i commensali. Sa che<br>Giovanni \u00e8 un uomo giusto, ma ha pi\u00f9 paura del giudizio degli uomini che della propria coscienza.<br>C&#8217;\u00e8 un passaggio del Vangelo che mi colpisce molto: \u00ab<em>Quello che io vi dico nelle tenebre voi<br>ditelo nella luce<\/em>\u00bb. Cos\u00ec \u00e8 anche la vita cristiana. Parte da una parola che Dio semina nel cuore di una persona. Una convinzione, un&#8217;intuizione, qualcosa di bello che ci parla di Dio. Succede nel segreto. Succede nella preghiera. Succede in un momento in cui il cuore vede con chiarezza.<br>Ma tra il momento in cui quella parola entra nel cuore e il momento in cui diventa una scelta<br>concreta, diventa carne e si manifesta nella vita, c&#8217;\u00e8 spesso un lungo cammino. E in mezzo a quel<br>cammino si presenta la paura. \u00c8 il momento in cui non ci chiediamo pi\u00f9 se una cosa sia vera o buona. Cominciamo piuttosto a chiederci che cosa ci coster\u00e0.<br>Una ragazza comprende che desidera vivere il fidanzamento nella castit\u00e0. Nel suo cuore quella<br>scelta appare bella, sensata, perfino liberante. Poi per\u00f2 arrivano le amiche, i commenti, le prese in<br>giro. E nasce una domanda: \u00ab<em>E se poi rimango sola? E se nessuno mi vuole?<\/em>\u00bb. Un giovane percepisce che il Signore lo chiama a prendere sul serio il matrimonio, a costruire qualcosa di stabile. Ma subito intorno a s\u00e9 sente ripetere che legarsi per sempre \u00e8 una follia, una perdita di libert\u00e0, una complicazione inutile. Oppure pensiamo a una donna che scopre una gravidanza inattesa, magari in una situazione difficile. Quante voci le arrivano addosso. Quanti consigli dettati dalla paura. In tutti questi casi il problema non \u00e8 capire quale sia il bene. Molto spesso il bene \u00e8 abbastanza chiaro. Il problema \u00e8 che la paura ci fa guardare prima a quello che potremmo perdere che a quello che potremmo amare. Il problema \u00e8 avere il coraggio di attraversare la paura.<br>Per questo Ges\u00f9 va ancora pi\u00f9 in profondit\u00e0 e dice una frase sorprendente: \u00ab<em>Non abbiate paura<br>di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l&#8217;anima<\/em>\u00bb.<br>Non aver salute pu\u00f2 essere molto duro da vivere. Lo comprendiamo immediatamente.<br>Comprendiamo molto meno cosa significhi perdere l&#8217;anima. Quando invece il cuore si indurisce,<br>quando perdiamo la pace, quando ci abituiamo a vivere contro la nostra coscienza, possiamo andare avanti per anni senza quasi accorgercene. Eppure ci sono sofferenze dell&#8217;anima che fanno pi\u00f9 male di quelle del corpo. La solitudine e il non sentirsi amati sono durissimi anche se siamo in buona salute. Il vivere senza uno scopo. Perdere l&#8217;anima significa perdere il proprio centro. Significa lasciare che sia la paura, invece dell&#8217;amore, a decidere la direzione della nostra vita.<br>Ci sono persone che dedicano moltissime energie alla salute, al lavoro, all&#8217;immagine, al<br>successo, ma se il cuore viene trascurato finiscono per dominarci invece di servirci.<br>Ed \u00e8 qui che il Vangelo diventa estremamente attuale. Viviamo in un tempo che parla<br>continuamente di riconoscimento. Tutti desideriamo essere visti, approvati, confermati. I social<br>network hanno semplicemente reso pi\u00f9 evidente e amplificato questa ansia che esiste da sempre nel cuore umano: il bisogno disperato di un &#8220;like&#8221;, di un consenso.<br>Ma per risolvere il problema Ges\u00f9 capovolge la prospettiva. Noi siamo spesso preoccupati di<br>essere riconosciuti dagli altri. Ges\u00f9 invece dice: \u00ab<em>Chi riconoscer\u00e0 me davanti agli uomini, anch&#8217;io lo riconoscer\u00f2 davanti al Padre mio<\/em>\u00bb. Come a dire: il problema decisivo non \u00e8 se gli altri riconoscono te. La domanda \u00e8 se tu riconosci Dio. Il Vangelo insegna che il problema del riconoscimento di noi stessi si risolve solo riconoscendo Dio come Padre.<br>Pensiamo a san Francesco d&#8217;Assisi. Si spogli\u00f2 davanti a suo padre e alla citt\u00e0, rinunciando<br>all&#8217;approvazione pubblica, perch\u00e9 aveva riconosciuto di avere un altro Padre nei cieli. Se avesse<br>vissuto cercando il consenso degli altri, se fosse rimasto schiavo dell&#8217;opinione della sua cerchia<br>sociale, non avrebbe mai fatto ci\u00f2 che ha fatto. Eppure, proprio perch\u00e9 ha smesso di vivere per<br>l&#8217;approvazione, \u00e8 diventato un dono per tutta l&#8217;umanit\u00e0.<br>Forse allora il Vangelo di oggi non ci chiede di diventare eroi senza paura. Anche Geremia<br>aveva paura. Anche i discepoli avevano paura. Anche noi continuiamo ad averne. La domanda \u00e8<br>un&#8217;altra: Quale paura sto ascoltando? Sto cercando di salvare la mia immagine, la mia sicurezza, il<br>consenso degli altri? Oppure sto cercando di salvare il mio cuore? Chi guider\u00e0 la mia vita da<br>domani: la paura o la fiducia? La paura, se ascolta schiavizza. L\u2019amore se ascoltato responsabilizza. Ma alleggerisce il cuore e rende liberi. Perch\u00e9 alla fine \u00e8 proprio in questa scelta che si gioca la vera libert\u00e0 di un cristiano. <em>\u00abNelle tribolazioni spesso si ritrova il senso di ci\u00f2 che conta, nelle sofferenze si ha spesso la diffusa sensazione di diventare migliori. Sempre che la priorit\u00e0 sia quella<br>giusta: il cuore, l\u2019anima\u00bb<\/em> (don Fabio Rosini).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ger 20, 10-13Sentivo la calunnia di molti:\u00abTerrore all\u2019intorno!Denunciatelo! 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