{"id":608,"date":"2026-08-02T10:12:19","date_gmt":"2026-08-02T08:12:19","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=608"},"modified":"2026-08-02T10:22:27","modified_gmt":"2026-08-02T08:22:27","slug":"18a-domenica-t-ord-la-vera-fame-delluomo-dalle-passionialla-compassione-anno-a-mt-1413-21-rito-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=608","title":{"rendered":"18a Domenica T. Ord. \u2013 La vera fame dell\u2019uomo: dalle passionialla compassione &#8211; Anno A \u2013 Mt 14,13-21 &#8211; Rito Romano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mt 14,13-21<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Ges\u00f9 part\u00ec di l\u00e0 su una barca e si<br>ritir\u00f2 in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle citt\u00e0.<br>Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sent\u00ec compassione per loro e guar\u00ec i loro malati.<br>Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: \u00abIl luogo \u00e8 deserto ed \u00e8 ormai tardi; congeda la folla perch\u00e9 vada nei villaggi a comprarsi da mangiare\u00bb. Ma Ges\u00f9 disse loro: \u00abNon occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare\u00bb. Gli risposero: \u00abQui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!\u00bb.<br>Ed egli disse: \u00abPortatemeli qui\u00bb.<br>E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull\u2019erba, prese i cinque pani e i due pesci, alz\u00f2 gli occhi<br>al cielo, recit\u00f2 la benedizione, spezz\u00f2 i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.<br>Tutti mangiarono a saziet\u00e0, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano<br>mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Matteo colloca il racconto della moltiplicazione dei pani tra due banchetti. Il primo \u00e8 quello<br>di Erode, concluso con la morte di Giovanni Battista. Il secondo \u00e8 quello che Ges\u00f9 prepara nel deserto.<br>Entrambi nascono da una fame, ma la fame che li genera \u00e8 completamente diversa. Queste due scene a confronto mostrano alcune caratteristiche del cuore del collaboratore di Ges\u00f9, che meritano la nostra attenzione e richiesta al Signore di conversione.<br>Innanzitutto si parte dalla morte di Giovanni Battista. Il Battista \u00e8 stato decapitato al termine<br>di un tragico banchetto tenuto alla corte di Erode. Cos\u00ec da una parte abbiamo una societ\u00e0 che segue le passioni, le voglie di una ragazzina, di un re, potente e timoroso, lussurioso e omicida. Dall\u2019altra abbiamo la compassione di Ges\u00f9, che da luogo ad un altro banchetto. La compassione \u00e8 il sentire<br>dentro di s\u00e9 il sentimento dell\u2019altro. Per la precisione il verbo usato da Matteo \u00e8 molto forte. Dice che Ges\u00f9 fu mosso nelle viscere. \u00c8 una parola che la Bibbia usa per parlare della misericordia di Dio.<br>Prima ancora che fare qualcosa, Ges\u00f9 lascia entrare dentro di s\u00e9 il dolore di quella folla.<br>La collaborazione degli uomini con Dio nasce quando cessa di ascoltare la passione che cerca<br>di saziare se stessa e inizia la compassione che si lascia toccare dal bisogno dell\u2019altro. Nel banchetto di Erode sono le passioni a muovere gli uomini. Nel banchetto di Ges\u00f9 \u00e8 la compassione a muovere il Figlio di Dio. Non fa cos\u00ec forse un padre che torna stanco da una giornata di lavoro? Pu\u00f2 sentire il proprio bisogno di rilassarsi. Oppure pu\u00f2 sentire i bisogni della moglie o dei figli e occuparsi di questi bisogni. Proprio ieri parlavo con un padre di famiglia. Mi raccontava che quando rientra a casa dopo il lavoro sente tutta la stanchezza della giornata. Eppure, prima di aprire la porta, fa una breve preghiera allo Spirito Santo. Perch\u00e9 sa che entrando in casa trover\u00e0 anche la stanchezza della moglie, i bisogni dei figli, qualcosa che interromper\u00e0 il suo desiderio di riposare. Mi ha colpito molto. Forse \u00e8 una piccola immagine di quello che vive Ges\u00f9 in questo Vangelo.<br>Andando appena pi\u00f9 avanti vediamo che Ges\u00f9, che ha appena saputo della morte di Giovanni<br>Battista, vorrebbe ritirarsi in disparte. Ha bisogno di silenzio, forse di elaborare un lutto. Invece<br>davanti gli si para il bisogno degli altri. La missione nasce sempre cos\u00ec, con un invito inopportuno, di qualcosa che interrompe non il banchetto di Erode, ma un bisogno legittimo. Si tratta del modo divino di invitarci a collaborare con Lui. Lo fa in ogni chiamata. Rivolge sempre un invito a interrompere i nostri progetti. \u00c8 forse vero che soddisfare le nostre legittime esigenze rende sazi?<br>Di fronte all\u2019enorme necessit\u00e0 altrui che si para dinanzi i discepoli ragionano con grande buon<br>senso. L\u2019imperativo rivolto a Ges\u00f9: \u00abCongeda la folla\u00bb \u00e8 perfettamente ragionevole. \u00c8 tardi ed il<br>luogo \u00e8 deserto. \u00c8 il momento in cui ognuno pensi a se stesso. Ges\u00f9 risponde con una frase<br>sorprendente: \u00abNon occorre che vadano.\u00bb Mi colpisce questa risposta. I discepoli vedono un&#8217;urgenza evidente. Ges\u00f9 dice: &#8216;Non occorre&#8217;. \u00c8 come se il Signore smontasse quella logica per cui tutto sembra indispensabile. Quante cose, nella nostra giornata, sembrano assolutamente necessarie. Eppure, quando arriva una persona, quando arriva una sofferenza, quando arriva una richiesta di amore, improvvisamente scopriamo che tante urgenze erano meno urgenti di quanto pensassimo.<br>Poi Ges\u00f9 aggiunge: \u00abVoi stessi date loro da mangiare.\u00bb Qui il Signore non sta semplicemente<br>chiedendo di distribuire del pane. Sta consegnando ai discepoli la sua stessa missione. Come il Padre si prende cura degli uomini, cos\u00ec ora gli uomini possono diventare strumenti della cura di Dio. Nel modo in cui \u00e8 scritta contiene una felice ambiguit\u00e0. L\u2019espressione potrebbe essere letta anche spiritualmente: \u00abdate voi stessi da mangiare, le vostre stesse persone come cibo per loro. Fate della vostra vita un nutrimento\u00bb, come Ges\u00f9 far\u00e0 di s\u00e9 un nutrimento per noi.<br>E&#8217; da sottolineare: il nostro poco che diventa molto nelle mani di Dio. Ges\u00f9 non discute<br>se quei cinque pani siano poco o tanto. Dice soltanto: \u00abPortatemeli qui.\u00bb Questa \u00e8 la logica del<br>Vangelo. Non dice \u00abadesso facciamo dei pezzettini molto piccoli\u00bb. Il problema \u00e8 se ci\u00f2 che noi siamo, vogliamo metterlo nelle mani del Signore.<br>Tornando a quanto detto all\u2019inizio del racconto c\u2019\u00e8 una fame che vuole possedere. Alla fine<br>c\u2019\u00e8 una fame saziata dal dono. Noi pensiamo spesso che la felicit\u00e0 consista nel riuscire finalmente a occuparci di noi stessi, a difendere i nostri spazi, a far quadrare i nostri programmi. Ma \u00e8 davvero<br>cos\u00ec? L\u2019esperienza dice spesso il contrario. Una vita tutta concentrata su se stessa finisce per lasciare un senso di vuoto. Ges\u00f9 mostra una strada diversa. All&#8217;inizio del racconto Ges\u00f9 cercava un luogo dove stare solo. Alla fine del racconto non \u00e8 pi\u00f9 solo. \u00c8 in mezzo a una folla saziata. Ha perso il suo programma, ma non ha perso s\u00e9 stesso. Anzi. \u00c8 diventato ancora pi\u00f9 pienamente ci\u00f2 che \u00e8: il Figlio che vive della compassione del Padre. Forse \u00e8 questo il miracolo pi\u00f9 grande del racconto. Il pane si moltiplica perch\u00e9, prima ancora, un cuore non si \u00e8 chiuso. E cos\u00ec gli apostoli sperimentano che non \u00e8 l\u2019uomo che trattiene la propria vita a essere saziato, ma l\u2019uomo che la dona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mt 14,13-21 In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Ges\u00f9 part\u00ec di l\u00e0 su una barca e siritir\u00f2 in un luogo deserto, in disparte. 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