{"id":612,"date":"2026-08-09T21:51:58","date_gmt":"2026-08-09T19:51:58","guid":{"rendered":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=612"},"modified":"2026-08-09T21:52:41","modified_gmt":"2026-08-09T19:52:41","slug":"19a-domenica-t-ord-la-traversata-della-chiesa-anno-a-mt-1422-33-rito-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cssvanzaghello.org\/wp\/?p=612","title":{"rendered":"19a Domenica T. Ord. \u2013 La traversata della Chiesa &#8211; Anno A \u2013 Mt 14,22-33 &#8211; Rito Romano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mt 14,22-33<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Ges\u00f9 costrinse i discepoli a salire sulla barca e a<br>precederlo sull\u2019altra riva, finch\u00e9 non avesse congedato la folla. Congedata la folla, sal\u00ec sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lass\u00f9, da solo.<br>La barca intanto distava gi\u00e0 molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era<br>contrario. Sul finire della notte egli and\u00f2 verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero:<br>\u00ab\u00c8 un fantasma!\u00bb e gridarono dalla paura.<br>Ma subito Ges\u00f9 parl\u00f2 loro dicendo:<br>\u00abCoraggio, sono io, non abbiate paura!\u00bb.<br>Pietro allora gli rispose:<br>\u00abSignore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque\u00bb.<br>Ed egli disse: \u00abVieni!\u00bb.<br>Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e and\u00f2 verso Ges\u00f9. Ma, vedendo che il<br>vento era forte, s\u2019impaur\u00ec e, cominciando ad affondare, grid\u00f2: \u00abSignore, salvami!\u00bb.<br>E subito Ges\u00f9 tese la mano, lo afferr\u00f2 e gli disse: \u00abUomo di poca fede, perch\u00e9 hai dubitato?\u00bb.<br>Appena saliti sulla barca, il vento cess\u00f2. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui,<br>dicendo: \u00abDavvero tu sei Figlio di Dio!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Omelia<\/strong><br><em>Padre Federico Macchi, L.C.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scorsa settimana, nella moltiplicazione dei pani, c\u2019\u00e8 stato un momento in cui i discepoli si<br>sono rivolti a Ges\u00f9 dicendogli \u00ab\u00e8 necessario congedare la folla\u00bb. La risposta di Ges\u00f9 era stata che<br>\u00abnon era necessario\u00bb. Questo filone di ci\u00f2 che \u00e8 necessario continua oggi, nel proseguimento di<br>quell\u2019episodio.<br>Possiamo pensare a quanti impegni, progetti, azioni, occupazioni sono per noi necessarie, al<br>punto di non poterne fare a meno. Quante volte sperimentiamo un contrasto tra quel che vorremmo fare e quel che \u00e8 necessario fare. Quante volte sentiamo di essere pressati da un\u2019urgenza che magari passa davanti alle necessit\u00e0 di un nostro prossimo, che pu\u00f2 essere il coniuge, un figlio, la madre anziana o un amico. Senza contare poi gli strumenti che sembrano necessari. Pensiamo alla difficolt\u00e0 nel lasciare un po\u2019 social o smartphone fuori dalle nostre vite. Quante cose sono necessarie\u2026 e in realt\u00e0 non lo sono. \u00c8 necessario Netflix? \u00c8 necessario postare su Instagram? \u00c8 necessario quello scatto nel lavoro che mi tiene impegnato in una gara coi miei colleghi? E cos\u00ec via, ognuno metta il suo.<br>La risposta di Ges\u00f9, domenica scorsa, era stata: \u00abnon \u00e8 necessario\u00bb. Non era necessario<br>congedare la folla, era necessario amare. Allora, invece di guardare alle nostre \u201cnecessit\u00e0\u201d o presunte tali con un senso di colpa, potremmo chiederci: quale occasione di amare sto mancando perch\u00e9 sto correndo dietro qualcosa che considero necessario? In quel mio approccio con la realt\u00e0 si \u00e8 insinuato il nemico, che deforma il mio cuore e la mia vista, facendomi apparire indispensabile qualcosa che non lo \u00e8. Ci\u00f2 che \u00e8 necessario davvero per Ges\u00f9 \u00e8 amare.<br>Ma non \u00e8 la sola cosa. Oggi il Vangelo ce ne mostra un\u2019altra ad essa strettamente collegata. \u00c8<br>necessario per la Chiesa attraversare il mare, passare all\u2019altra riva. Si tratta di un indispensabile per essere discepoli di Ges\u00f9, di un <em>sine qua non<\/em>. Passare all&#8217;altra riva \u00e8 una delle grandi immagini della fede biblica. \u00c8 l\u2019esperienza del Battesimo. \u00c8 l\u2019esperienza della Pasqua. \u00c8 stata l\u2019esperienza del popolo di Israele, che trova la sua origine e costituzione nel passaggio del Mar Rosso, passaggio dalla schiavit\u00f9 alla libert\u00e0. Ebreo, significa proprio \u00abcolui che \u00e8 passato all\u2019altra riva\u00bb. Non a caso Ges\u00f9 dice che \u00abcostrinse\u00bb gli Apostoli.<br>Tra i molti aspetti presenti nel brano, questa barca \u201clanciata\u201d da Ges\u00f9, nella notte, denota molti<br>degli atteggiamenti che rappresentano la vita ecclesiale. Ci sono l\u2019obbedienza a Ges\u00f9. Non possiamo dimenticare la frase di Maria nel Vangelo secondo Giovanni: \u00abQualsiasi cosa vi dica, fatela!\u00bb (Gv 2,5). E poi c\u2019\u00e8 la piccola comunit\u00e0 riunita in una barca. Ogni esperienza ecclesiale non condurr\u00e0 mai all\u2019individualismo, ma sempre alla comunit\u00e0. E c\u2019\u00e8 questo esser lanciati nella notte, in un ambiente non certo favorevole. C\u2019\u00e8 oscurit\u00e0, ci sono onde, segno delle difficolt\u00e0, tentazioni e debolezze personali e interne, cui si aggiungono minacce esterne. Forse \u00e8 anche per questo che Ges\u00f9 ha dovuto costringere gli Apostoli. Da esperti marinai, che ben conoscevano quel lago, avranno certamente previsto le difficolt\u00e0 di quella traversata notturna. Allora quel \u00abli costrinse\u00bb viene a dirci anche della necessit\u00e0 della presenza di queste prove. Ma ci parla anche della fiducia che possiamo avere nel Signore. Egli non espone i suoi figli alla prova se non perch\u00e9 da quella prova possa nascere un bene: farli maturare e renderli suoi collaboratori. D\u2019altra parte anche se gli Apostoli si sentono soli, Ges\u00f9 in realt\u00e0 \u00e8 sul monte a pregare. E prega anche per loro, per la loro traversata, perch\u00e9 non soccombano nella prova. Li tratta da adulti, ma non li lascia soli, anche se non lo vedono.<br>Possiamo terminare chiedendoci: \u00abCosa significa perci\u00f2 \u201cpassare all\u2019altra riva\u201d\u00bb? Forse ciascuno di noi ha una riva sulla quale si sente al sicuro. Non \u00e8 necessariamente un luogo cattivo. \u00c8 semplicemente ci\u00f2 che conosciamo. Sono le nostre abitudini, i nostri equilibri, le nostre sicurezze. \u00c8 quella parte della vita in cui sappiamo orientarci e ci sentiamo padroni della situazione. Ma arriva un momento in cui il Signore dice anche a noi: \u00abPassa all\u2019altra riva\u00bb. \u00c8 la decisione di sposarsi e di smettere di tenere aperte tutte le possibilit\u00e0. \u00c8 accogliere un figlio quando umanamente sembrerebbe pi\u00f9 prudente aspettare ancora. \u00c8 trovare il coraggio di perdonare dopo anni di rancore. \u00c8 cambiare un modo di vivere che non porta pi\u00f9 frutto. \u00c8 dedicare finalmente tempo a Dio, quando sembra che non ne rimanga mai. \u00c8 continuare ad amare una persona malata o anziana quando tutto suggerirebbe di pensare un po\u2019 di pi\u00f9 a se stessi. Ogni volta c\u2019\u00e8 una piccola traversata. E ogni volta c\u2019\u00e8 un momento in cui il vento \u00e8 contrario e ci domandiamo se non fosse meglio restare dov\u2019eravamo.<br>Forse \u00e8 proprio questo il momento in cui il Vangelo ci invita ad aprire gli occhi. I discepoli<br>pensano di essere soli. Vedono solo vento, onde e fatica, ma non vedono tutto. C\u2019\u00e8 una cosa che il<br>Vangelo racconta e che loro ignorano: Ges\u00f9 \u00e8 sul monte e prega. Anche noi, tante volte, vediamo<br>soltanto la fatica della traversata. Ci sembra che il Signore sia assente, o peggio ancora, come un<br>fantasma: una presenza vaga, incapace di incidere davvero sulla nostra vita. Invece il Vangelo ci dice che, proprio mentre la barca \u00e8 nella tempesta, Ges\u00f9 \u00e8 davanti al Padre con i suoi discepoli nel cuore.<br>Forse la fede non consiste anzitutto nel non avere paura del vento. Consiste nel continuare la<br>traversata sapendo che, anche quando non lo vediamo, Cristo non ha smesso di accompagnarci. Solo dopo esserci fidati ci accorgiamo che l\u2019altra riva esiste davvero. Scopriamo che ci\u00f2 che sembrava una perdita era l\u2019inizio di una vita nuova. Che dietro ci\u00f2 a cui abbiamo dovuto rinunciare il Signore custodiva un dono pi\u00f9 grande.<br>Una coppia che accoglie un figlio perde certamente qualcosa: tempo, libert\u00e0, tranquillit\u00e0. Ma<br>scopre una gioia che prima non conosceva. Chi trova il coraggio di perdonare lascia morire il proprio orgoglio, ma spesso ritrova una pace che da anni aveva perduto. Chi decide finalmente di fidarsi del Signore ha l\u2019impressione di perdere una sicurezza, ma scopre che la sua vita si allarga. \u00c8 questa la Pasqua. Non l\u2019assenza della croce, ma la scoperta che il Signore ci attende dall\u2019altra parte. E che quella che ci sembrava una fine era, nelle sue mani, l\u2019inizio di una vita nuova. Nelle nostre vite possiamo decidere di fidarci di Cristo quando ci dice: \u00abPassa all&#8217;altra riva\u00bb. Perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che ci attende una vita nuova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mt 14,22-33 [Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Ges\u00f9 costrinse i discepoli a salire sulla barca e aprecederlo sull\u2019altra riva, finch\u00e9 non avesse congedato la folla. Congedata la folla, sal\u00ec sul monte, in disparte, a pregare. 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