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Gli oggetti liturgici delle Confraternite
Nel passato della Chiesa le Confraternite hanno svolto un ruolo importantissimo, in particolare erano molto coinvolte nello svolgimento delle processioni, specialmente le più solenni. Per meglio ottemperare a questo compito, nel corso dei secoli, i Confratelli si sono dotati di tutta una serie di oggetti sacri, ciascuno con il suo significato e uso proprio.
Prima che San Carlo impostasse la sua riforma, attuata nel 1573 per contrastare una possibile incursione in terra lombarda del protestantesimo che dilagava al di là delle Alpi, le Confraternite avevano poco a che fare con le processioni e la liturgia.
Fu appunto il Santo Arcivescovo milanese a cambiare completamente la struttura di queste associazioni, portandole anzitutto sotto il controllo della Diocesi: uniformò gli statuti, impostò i servizi che erano loro richiesti, diede regole precise molto ispirate agli ordini religiosi, portando così i Confratelli a contatto con la liturgia.L’oggetto più iconico e maggiormente identificativo di una Confraternita è sicuramente il suo stendardo: esso porta un’immagine che rappresenta la devozione alla quale è votata l’associazione. Anche la Confraternita del Santissimo Sacramento di Vanzaghello possiede il suo stendardo, oggi conservato nella chiesetta di San Rocco.

Altri oggetti liturgici tipicamente utilizzati dalle Confraternite sono le croci astili e i “ceroferari”, o “torce”, processionali; nei secoli passati essi erano portati dai Confratelli adulti, uomini il cui lavoro prevalente era il contadino o il muratore, quindi persone dotate di una certa prestanza fisica: le croci e le torce confraternali si possono riconoscere per le loro dimensioni imponenti e pesi non indifferenti, così costruiti per poter svettare sopra le teste dei partecipanti alle varie processioni ed essere visibili a tutti i fedeli.

Foto tratta dal sito della Parrocchia di Bariano, sezione Confraternita del Santissimo Sacramento.
Confraternita del SS. Sacramento – Parrocchia di BarianoCroci e torce aprivano la processione, seguivano i Confratres, il clero e dietro di loro trovava posto tutto il popolo.
Un altro oggetto particolarmente legato alle Confraternite sono le Mazze Priorali, cioè dei bastoni di legno verniciato che terminano in cima con una decorazione inerente alla devozione della Disciplina: le Confraternite del Santissimo Sacramento hanno, come raffigurazione principale, la Santissima Eucarestia e il bastone di colore rosso.

Confraternita del Santissimo Sacramento di Saronno, con in primo piano l’allora Priore Marisa Curto, attualmente Consigliere uscente nell’Associazione diocesana delle Confraternite milanesi. Altri sodalizi utilizzano immagini e colori differenti: possono essere utilizzate effigi mariane e colori bianchi/azzurri per le devozioni alla Madonna, oppure colori più scuri per Confraternite più particolari; prendiamo come esempio la seguente, dedicata alla “Buona Morte” che porta bastoni scuri con apposta in cima una statua di San Giuseppe, patrono dei morenti.

Confraternita di Orazione e Morte, Pietra Ligure, fondata nel 1633, con il suo stendardo e il Direttivo con i bastoni.
Si può riconoscere il Priore dalla croce pettorale, in quanto unico ad indossarla.
La foto è stata scattata personalmente dai nostri Confratelli vanzaghellesi durante il Cammino Interregionale di Chiari(BS), 2024.Il bastone non è sempre stato utilizzato dalle Confraternite: esso fu introdotto nel XIX secolo per identificare gli Alti Ufficiali del sodalizio, ossia: Priore, Cancelliere e Tesoriere (Camerlengo, con linguaggio d’epoca). Vi potevano essere delle deroghe a questa consuetudine, come avvenne nel nostro paese, Vanzaghello: nel 1846, in seguito all’entrata del potere politico nella Confraternita, furono introdotti altri 12 Consiglieri all’interno del Consiglio Direttivo e si decise di distinguerli dagli altri Confratres, durante le processioni e funzioni, mediante 12 bastoni dedicati, decorati anch’essi sulla sommità.


Pagine estratte dal libro “Storia della Chiesa di S. Rocco”, autrice Maria Luisa Rivolta, stampato dalla parrocchia di Vanzaghello nel 2015.
Pagine 32 e 33.Il senso di questi bastoni, oltre ad essere “estetico” e funzionale al riconoscimento delle cariche, trova appoggio in un altro oggetto di simile fattura, ossia il Bastone Pastorale vescovile.
Il bastone pastorale è una delle quattro insegne episcopali – insieme all’anello episcopale, croce pettorale e la mitria – e rappresenta l’autorità divina che il pastore esercita sulle pecore che gli sono state affidate da Dio, tramite l’ordinazione episcopale. La mazza priorale attinge a piene mani da questo significato, anche se lo riduce e lo circoscrive all’autorità – puramente laica – che il Priore esercita guidando i suoi Confratres; in entrambi i casi questa autorità ha il fine di guidare le anime verso Dio. Il Vescovo ha piena autorità e può legiferare, istituire associazioni, decidere sulle parrocchie; i Confratres emettono Promessa di obbedienza agli Statuti emessi dal Vescovo ed il Priore si cura di far rispettare tali disposizioni all’interno della propria associazione e della parrocchia. Per riferimento a quest’ultimo passaggio, inseriamo un articolo tratto dal sito Ecclesia Dei: Pastorali, ferule e mazze – Ecclesia Dei; nell’ultimissimo paragrafo si può trovare conferma della somiglianza tra il bastone pastorale e la mazza priorale.Anche a Vanzaghello la precedente Confraternita del Santissimo Sacramento aderiva a questa Tradizione secolare, come testimoniato dalla fotografia seguente. La didascalia riporta la necessità di rendere visibile l’autorità degli Ufficiali Maggiori; si può infatti notare il bastone sul lato destro della foto, appena fuori dal portone della chiesa parrocchiale.

Pagina 100 del libro “Storia della Chiesa di S. Rocco”, autrice Maria Luisa Rivolta, stampato dalla parrocchia di Vanzaghello nel 2015. La foto è stata scatta nell’anno 1955, come indicato in pagina 149 del volume “Sant’Ambrogio in Vanzaghello: storia di una comunità e della sua chiesa”, autrice Maria Luisa Rivolta, mandato alle stampe dall’Associazione Cuore Amico nel 2003. Nella liturgia della Chiesa Cattolica nulla è lasciato al caso: ogni oggetto ha un suo proprio ruolo e un suo proprio significato. Un uso improprio può snaturare l’oggetto stesso, alterando il senso delle cose e della Tradizione Cattolica che ha generato tale oggetto, danneggiando anche il concetto che l’oggetto vuole trasmettere.
Pensiamo, ad esempio, che il bastone pastorale fosse adoperato da tutti i sacerdoti e diaconi: potremmo più dire che “il bastone pastorale è tipico vescovile”? Potremmo più riconoscere un Vescovo dal bastone? Allora, quel bastone sarebbe ancora così importante e carico di significato?
Purtroppo la risposta a queste domande è unicamente negativa.Un importantissimo elemento che distingue la Chiesa Cattolica dalle altre “chiese” – siano ortodosse o protestanti – è la sua rigorosa gerarchia; essa è anche un elemento che dona fascino alla Chiesa, sacralità, importanza: non tutto è per tutti. Così come il Bastone Pastorale è appannaggio unico dei Vescovi, li distingue e dona loro quell’aura di pastore di anime, così la Mazza Priorale è dedicata agli Ufficiali Maggiori delle Confraternite, per identificarli come guida di quella piccola porzione di gregge del Signore che il Vescovo ha voluto affidare loro.
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Indulgenza Plenaria Giubilare
Principale caratteristica dell’Anno Santo è la Grazia di ricevere il perdono delle proprie pene, accumulate con i peccati commessi: tutti i fedeli possono lucrare l’Indulgenza Plenaria secondo le norme prescritte dalla Penitenzieria Apostolica.

Poniamo attenzione alla distinzione che esiste tra perdono dei peccati e perdono delle pene: il peccato si perdona con il Sacramento della Confessione, ma ad ogni peccato è associata una pena da scontare, anche se confessato. Quella pena si pagherà in questa vita oppure in Purgatorio; le Indulgenze servono ad accorciare questo periodo di penitenza (Indulgenza parziale) oppure ad estinguerlo totalmente (Indulgenza plenaria).
Di seguito il link all’annuncio ufficiale della Santa Sede per le Indulgenze Giubilari, insieme a qualche estratto per velocizzare la lettura delle parti più importanti.
Anche in occasione del Giubileo Ordinario del 2025, per volontà del Sommo Pontefice […], cui spetta disporre tutto ciò che concerne la concessione e l’uso dell’Indulgenza, intende spronare gli animi dei fedeli a desiderare ed alimentare il pio desiderio di ottenere l’Indulgenza come dono di grazia, […], affinché i fedeli possano usufruire delle “disposizioni per poter ottenere e rendere effettiva la pratica dell’Indulgenza Giubilare” (Spes non confundit, 23).
Durante il Giubileo Ordinario del 2025 resta in vigore ogni altra concessione di Indulgenza. Tutti i fedeli veramente pentiti, escludendo qualsiasi affetto al peccato (cfr. Enchiridion Indulgentiarum, IV ed., norm. 20, § 1) e mossi da spirito di carità e che, nel corso dell’Anno Santo, purificati attraverso il sacramento della penitenza e ristorati dalla Santa Comunione, pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, dal tesoro della Chiesa potranno conseguire pienissima Indulgenza, remissione e perdono dei loro peccati, da potersi applicare alle anime del Purgatorio in forma di suffragio. Le Indulgenze si potranno lucrare [ndr]:
I.- Nei sacri pellegrinaggi:
– verso qualsiasi luogo sacro giubilare (15 nella nostra Diocesi di Milano [ndr])
– in Roma
– in Terra Santa
– in altre circoscrizioni ecclesiasticheII.- Nelle pie visite ai luoghi sacri
– in Roma
– in altri luoghi nel mondoIII.-Nelle opere di misericordia e di penitenza
– missioni popolari
– esercizi spirituali
– incontri di formazione sui testi del Concilio Vaticano II e del Catechismo della Chiesa Cattolica
– opere di misericordia e di penitenza: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti, consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.
– astenendosi, in spirito di penitenza, almeno durante un giorno da futili distrazioni e da consumi superflui (astinenza dai media e social network, digiunando o praticando l’astinenza secondo le norme generali della Chiesa e le specificazioni dei Vescovi), nonché devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri; sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase. -
Ultimi eventi del 2024
Tempus fugit. Pure in gran fretta: due giorni fa si celebrava la Messa di ringraziamento a Dio per tutte le Grazie ricevute durante l’anno appena concluso, cantando il Te Deum. Anche in questo giorno i nostri Confratelli e Consorelle sono stati all’opera, aiutando ad abbellire la solenne Messa.
Gli impegni in effetti sono tanti e seguire tutto con cura richiede davvero tanto tempo; ora che il tempo è libero, torniamo a raccontarvi cosa è successo in questi mesi trascorsi dalle vacanze estive.
07/10 – Corona del Rosario Vivente
Al 7 di ottobre si celebra la festa della Madonna del Rosario. Forse non tutti sanno l’origine di questa data: il 7 ottobre 1571 si combattè una grande battaglia nei pressi della città greca di Lepanto, che vide scontrarsi gli invasori Ottomani contro i difensori europei della Lega Santa.
La vittoria degli europei cattolici fu schiacciante e il Papa subito attribuì il grande successo alla Madonna, che fu pregata con grande ardore perché i suoi figli non finissero schiavi degli attaccanti musulmani.Come molti anni ormai, anche quest’anno la parrocchia di Vanzaghello ha organizzato una grande processione che, snodandosi tra le vie del paese, prende la forma di una corona del Rosario, terminando il suo cammino nel Parco Mariano della Madonna in Campagna.
I nostri Confratelli e Consorelle hanno accompagnato da vicino la reliquia della Madonna che ha attraversato le strade di Vanzaghello, coperti da una pioggerella molto fine. Al termine della processione la pioggia era divenuta più fitta, ma non è riuscita ad impedire alle centinaia di fedeli presenti di portare a termine il percorso in onore della Vergine.
31/10 – Preghiera contro Halloween
La Confraternita di Vanzaghello organizza delle preghiere di Adorazione comunitaria, compatibilmente con gli impegni dei vari membri. La primissima volta che la Confraternita ha organizzato questo tipo di preghiera fu proprio al 31 ottobre del 2023, sempre come combattimento spirituale contro le opere sataniche che si svolgono quel giorno.
Vanzaghello sente molto questo tema e in questa occasione la chiesetta di San Rocco si è riempita totalmente, tanto da avere anche dei fedeli in piedi in fondo alla chiesa!Quest’anno abbiamo insistito particolarmente sul tema del combattimento spirituale, ricorrendo ad alcune antichissime preghiere risalenti al 300 (Trecento!) dopo Cristo: la Corazza di San Patrizio, bellissima invocazione che chiede a Cristo di ricoprire interamente il fedele.
Quella sera abbiamo anche avuto due musicisti professionisti che hanno contribuito a creare un’atmosfera di preghiera molto intensa. Ringraziamo Laura e Florian per aver suonato l’organo e il violino in maniera magistrale.04/11 – Messa Pontificale in onore di San Carlo Borromeo
Un appuntamento fisso all’interno del calendario confraternale per tutta la Diocesi: la Santa Messa Pontificale, presieduta dal nostro Arcivescovo Mons. Mario Delpini, in onore di San Carlo Borromeo – grande riformatore delle Confraternite – che disciplinò queste associazioni secondo dei canoni che sopravvivono ancora oggi. In questa occasione l’Arcivescovo ha ringraziato e salutato personalmente tutti i Confratelli e i Cavalieri (Malta e Santo Sepolcro) presenti.
17/11 – Giornata dell’Adoratore e ingresso nuovi Confratelli
Durante la seconda domenica di Avvento la parrocchia di Vanzaghello festeggia la “Giornata dell’Adoratore”, un giorno speciale dove si ringraziano gli Adoratori per il loro costante impegno e dove se ne cercano di nuovi per sostituire quelle persone che lasciano il proprio turno di preghiera, perché sopraggiungono impedimenti per la persa salute, per un maggior carico lavorativo, oppure, più tristemente, per la morte degli Adoratori. In questa occasione la Confraternita ha presentato alla comunità un nuovo Confratello e una nuova Consorella: Giuseppe e Francesca. Sono stati accolti con grande felicità dai membri più esperti!

Il direttivo della Confraternita ha anche voluto consegnare a tutti i Confratelli e Consorelle un attestato in memoria del giorno della loro consacrazione; inoltre, ha voluto ringraziare molto sentitamente i collaboratori parrocchiali con i quali interagisce più strettamente, consegnandogli un attestato: Dario Cosmotti, Amelia Gonzo e Pierluigi Marchesi; tutti loro sono preziosissimi aiuti che lavorano per la parrocchia e senza i quali non si avrebbe tutta la ricchezza di eventi e la bellezza della liturgia in Vanzaghello.
07/12 – Vespro solenne alla Basilica di Sant’Ambrogio
Nuovamente abbiamo ricevuto un altro invito da parte di Riccardo Amato, cerimoniere storico della Basilica di Sant’Ambrogio, per servire al Vespro capitolare in onore del grande Vescovo Santo. Il Priore, la Cancelliera e altre due Consorelle si sono recate a Milano per prestare il proprio aiuto.
Al termine del Vespro, l’Abate Mons. Faccendini ha dato la benedizione solenne con Indulgenza Plenaria, privilegio concesso dalla Penitenzieria Apostolica all’Abate della Basilica nella data della commemorazione di Sant’Ambrogio.
29/12 – Apertura dell’Anno Santo
Il giorno dell’apertura dell’Anno Santo è stato molto impegnativo per la Confraternita Vanzaghellese, ma molto fruttuoso! Le celebrazioni in cui era richiesta la nostra presenza erano due, una la mattina in Duomo alle ore 10:30, l’altra nuovamente alla Basilica alle ore 17:30.
In Duomo le Confraternite, e gli altri gruppi presenti, hanno atteso l’Arcivescovo che si avvicinava alla Cattedrale in processione, partito dalla chiesa di Santo Stefano. Una volta entrato tutti i presenti hanno fatto una piccola processione per raggiungere i propri posti alle panche e dare inizio così alla Celebrazione Eucaristica solenne, molto sentita e ben curata. L’inno del Giubileo è risuonato a gran volume tra le navate del Duomo, cantanto con passione dai fedeli presenti.





Mons. Delpini ha asperso con un grande sorriso tutti i presenti con l’acqua benedetta; poi, alla fine della Messa, ha voluto incontrare tutti i gruppi presenti per salutare personalmente ciascuno dei membri.
Suor Gabriella ci ha accolti nella sua Piccola Casa di San Giuseppe per il pranzo: un ottimo pasto passato in allegria, a cantare, a ridere, carichi dagli eventi mattutini, ma anche con un meritato riposo. Alle 16:40 i Confratelli si sono spostati in Basilica, pronti a svolgere anche la seconda parte dei loro doveri del giorno.
La Balisica di Sant’Ambrogio ha aperto la sua Porta Santa (una delle 15 chiese con tale delega nella nostra diocesi) all’interno di un Vespro Capitolare veramente ben celebrato: dopo aver attraversato la Porta in processione portando l’Eucarestia, accompagnato dai Confratelli, dalle Consorelle e dai ministranti, Mons. Faccendini ha esposto il Santissimo Sacramento, ha tenuto un momento di Adorazione Eucaristica e ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita della funzione, primo tra tutti Riccardo Amato: quello stesso giorno compiva pure 70’anni, da sempre al servizio della Basilica per la gestione delle cerimonie.
La bellezza delle celebrazioni della Basilica lascia davvero stupefatti: il Priore, dopo il Vespro, avendo chiesto a Giuseppe, nuovo confratello da un mese, come fosse andata la cerimonia ha ottenuto come unica risposta un incantato: “Eeeeehhh…..”. Impossibile rendere a parole l’atmosfera vissuta durante il Vespro, ma davvero pareva di essere stati portati in un’altra dimensione.
Grazie a queste occasioni abbiamo potuto constatare come vi siano delle realtà che ancora “resistono” e ci tengono alla grande bellezza che è l’eredità della Tradizione della Chiesa, in particolare la nostra Chiesa Ambrosiana. Non disperiamo: sappiamo che la Sposa di Cristo sta attraversano un momento non facile della propria storia, ma è proprio per questo che siamo tenuti ancora di più ad essere testimoni di Cristo, affidandoci a Lui unicamente, impegnandoci perché la liturgia non venga ridotta semplicemente ad un “fare” dei gesti e “pronunciare” delle parole, ma che sia davvero vista come una piccola porta aperta verso il Salvatore, che ci mostra una porzione della Sua infinita bellezza.
