CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI
Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia. Principi e Orientamenti
Condividiamo il testo ufficiale del Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia, testo di riferimento edito direttamente dalla Santa Sede.
Le Confraternite sono citate espressamente nel documento, ed è possibile individuare i vari punti utilizzando la funzione di ricerca all’interno del testo e utilizzare la parola chiave “Confrater”.
Di seguito un breve riassunto delle parti più rilevanti del documento; in apice sono segnalati i corrispettivi numeri del Direttorio, come fonte di quanto espresso.
Leggendo il documento si può identificare bene ruolo ricoprano le Confraternite all’interno della Chiesa: esse sono l’espressione della modalità di preghiera dei laici, i quali nel passato crearono i “pii esercizi”, che cercano di avvicinarsi ad una espressione liturgica della preghiera.
Risulta chiara l’indicazione di non sovrapporre Liturgia, in particolare domenicale, e i “pii esercizi”. 31, 41
Fu San Pio X, agli inizi del XX secolo, ad indicare chiaramente il primato della Liturgia come preghiera della Chiesa, e quindi anche delle Confraternite, come via valida anche per i fedeli di acquistare “il «vero spirito cristiano» attingendo alla «sua prima e indispensabile fonte, che è la partecipazione attiva ai sacrosanti misteri e alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa»”46
Sarà poi il Concilio ecumenico Vaticano II, con la Costituzione Sacrosanctum Concilium, definire nei giusti termini il rapporto tra la Liturgia e la pietà popolare, proclamando il primato indiscutibile della santa Liturgia e la subordinazione ad essa dei pii esercizi, pur ribadendo la validità di questi ultimi. 46 Il Concilio insegna che oggi è necessario tenere presente l’unità di Liturgia e pii esercizi, cioè di non viverli in opposizione, in quanto anche la pratica popolare è espressione dell’opera dello Spirito Santo all’interno della Chiesa. 50 Il corretto atteggiamento da mantenere è il considerare queste due espressioni cultuali come elementi da porre in mutuo e fecondo contatto: “la Liturgia dovrà costituire il punto di riferimento per «incanalare con lucidità e prudenza gli aneliti di preghiera e di vita carismatica» [51] che si riscontrano nella pietà popolare”58
Il Direttorio indica anche alcune cause di squilibrio che possono verificarsi nel rapporto tra la Liturgia e la pietà popolare: ai Confratelli e Consorelle è richiesto di tenere attentamente presente il fatto che la Liturgia abbia un suo particolare linguaggio, creando quindi la necessità di una continua formazione a riguardo 48, 59; a tutto il popolo cattolico, laici e pastori, è ricordato che ogni fedele è chiamato ad un “sacerdozio universale”, che si manifesta secondo il proprio stato di vita, nello sforzo di aumentare il culto pubblico della Chiesa. 48
Le Confraternite sono Associazioni ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, tra le cui opere principali rientra esattamente lo svolgimento dei pii esercizi69, illuminati dalla Liturgia, come abbiamo visto.73
Risulta opera pienamente cattolica, quindi, lo svolgimento di riti e preghiere pubbliche da parte delle associazioni Confraternali, spinti da autorevoli Padri e Maestri (es.: San Pio X, ma anche San Carlo Borromeo – importantissimo riformatore delle Pie Associazioni) di cui non si può dubitare circa la bontà e autenticità cattolica delle intenzioni. Dalla lettura del Direttorio risulta molto vivo e presente il caloroso invito alla formazione dei Confratelli e Consorelle, giustamente e doverosamente, riguardo a questi importanti temi: la Chiesa ha correttamente assegnato a ciascuna Confraternita il proprio Direttore Spirituale, secondo le norme statutarie, al quale per primo compete questo dovere. Ciò non toglie anche alla Confraternita stessa l’assolvimento di questo obbligo per poter sviluppare appieno la propria missione, servendo la Chiesa secondo le giuste indicazioni magisteriali.
