Comunicazioni

  • 07/09 – Vespri Solenni della Natività di Maria

    Sabato 7 Settembre, alle ore 16:30, 4 Confratelli, 3 Consorelle e 2 fedeli si sono recati in Duomo per partecipare ai Vespri Solenni della Natività di Maria, presieduti dal nostro Arcivescovo Mons. Mario Delpini. Un momento di preghiera molto sentito, anche pensando alla consacrazione della Parrocchia di Vanzaghello alla Madonna.

    Purtroppo la celebrazione ha visto una scarsa partecipazione da parte dei fedeli, nonostante la città di Milano abbia una notevole popolazione. Le Confraternite hanno partecipato con circa una ventina di Confratelli e Consorelle, rinnovando la loro missione di testimoni dell’importanza delle celebrazioni liturgiche, in particolare quelle dei Vespri.

    Per concludere il Vespro si è svolta la processione interna al Duomo, dove 2 nostre Consorelle hanno avuto l’onore di portare lo stendardo della Vergine.

  • Storia delle Confraternite

    Oggi le Confraternite sono delle Associazioni Diocesane, regolate dal Diritto Canonico (canoni 298 e seguenti), che si prefiggono lo scopo di aumentare la diffusione della Fede, di attuare opere di misericordia e di aiutare gli iscritti a condurre una vita più perfetta; nel nostro mondo moderno non se ne sente parlare praticamente mai, essendo delle realtà piccole e poco vistose, sebbene ancora diffuse. Pure nelle realtà più conservatrici le Confraternite non hanno dimensioni eclatanti, nè sono così tanto attive; le troviamo in pochi eventi, per esempio in processioni e celebrazioni molto solenni e spettacolari, ma comunque sporadici.

    Dalle origini fino al 1500

    Questo è il nostro presente, ma com’era fatto il nostro passato? Le Confraternite hanno origini estremamente antiche, che si perdono nelle pieghe della Storia: si hanno notizie sparse di statuti e altri documenti a partire dal Milletrecento, ma si può supporre senza errare che i primi nuclei siano nati ancora prima. Ovviamente l’aspetto generale di queste società era completamente diverso da quello odierno e molto più semplificato: si trattava di piccoli gruppi di fedeli, tendenzialmente appartenenti al ceto basso, che decisero di aggregarsi per poter creare realtà più ampie e forti. Il nucleo fondante era la Fede Cattolica, ma gli ambiti di operazione di queste primitive Confraternite era molto più pratico che spirituale: alcune di esse erano vere e proprie corporazioni dei mestieri specializzate, riunendo i calzolai, i fabbri, i contadini, i mugnai, e tutte le altre professioni del centro abitato. I consociati si impegnavano a gestire chiese, oratori (intesi come “luogo di preghiera”), provvedevano alla sepoltura dei defunti e alla pubblica carità a favore di anziani e malati, a favore delle ragazze più povere in età da marito, a soccorso dei carcerati, dei pellegrini… Vivevano mettendo in pratica quelle Opere di Misericordia insegnate dal Vero Maestro.

    Nel corso dei secoli queste società si diffusero ampiamente, divenendo un vero fenomeno di massa: quasi tutti gli abitanti dei paesi erano iscritti ad una “Confraternita” (non avevano ancora questo nome), ma la diffusione maggiore si ebbe nei centri abitati più grandi e popolosi. Vi erano tantissime tipologie di queste congregazioni, ciascuna focalizzata su una particolare devozione, magari locale, centrata in una Chiesa del luogo o in un Santuario, oppure su devozioni di più ampio respiro: una delle Confraternite più diffuse del Trecento furono i “Discipinati”, ossia i “Flagellanti”, che si esponevano in pubblico fustigandosi la schiena “in memoria e per onore della Passione di Cristo”, quindi una consociazione di ordine spirituale e penitenziale. Queste persone, legandosi insieme grazie alla Fede, si sentivano “fratelli” e cercavano di sostenersi l’un l’altro nel cammino della loro vita.

    Nelle nostre zone, più precisamente a Busto “Grande” (Busto Arsizio), nacque una Scuola dei Poveri in data 1566, accorpando diversi enti corporativi più piccoli e antichi, addirittura legati a famiglie differenti. Sempre prima del Cinquecento si possono trovare tracce di altre consociazioni: a Saronno furono unificate 28 microassociazioni all’interno di un sodalizio più grande, intitolato a “tutti i Santi”; una di queste piccole congregazioni era dedicata ai calzolai, mentre due erano interamente femminili e devote a Santa Caterina e Sant’Orsola. Ci sono tracce di consorzi simili anche a Lonate Pozzolo, data 1333, incardinati nella Chiesa di Santa Maria e di Sant’Ambrogio. Del 1376 sono gli statuti della “scola” di Sant’Antonio di Gallarate.

    Il fulcro intorno al quale si annodava la fraternità dei consociati era il nucleo costitutivo e irrinunciabile di ogni confraternita del mondo cristiano: il bisogno di alimentare un circuito di solidarietà concreta, ma originata dalla Fede condivisa, che teneva bene in vista la conquista della Santità, della vicinanza a Dio e della salvezza eterna dell’individuo, cioè lo scopo ultimo di qualunque credente. Elementi primari erano: lo scambio reciproco di preghiere, l’accesso a un tesoro di indulgenze destinare a facilitare l’approdo alla felicità nel Cielo, la cura fraterna dei consociati defunti; ogni opera di carità era compiuta sapendo che, quando ci sarebbe stata necessità, queste opere sarebbero state contraccambiate da tutti. Come detto, queste associazioni erano molto pratiche e in esse non si trovano tracce di un insegnamento religioso organizzato dai consociati, in quanto non erano provvisti dei testi in grado di aiutarli.

    Il 1500 e San Carlo Borromeo

    Un secolo molto importante per le Confraternite fu il XVI: grandi sconvolgimenti socio-politici colpirono la nostra Penisola e la nostra zona; guerre, epidemie, difficoltà economiche, il declino della famiglia degli Sforza e l’ingresso di potenze straniere quali Francia e Spagna, determinarono profondi mutamenti del tessuto sociale, portando delle conseguenze anche sull’organizzazione delle Confraternite. A Milano nacquero sodalizi dedicati alla cura dei mendicanti inabili al lavoro, in quanto menomati fisicamente: zoppi, ciechi, storpi, mutilati… Mentre sul versante delle professioni, nacquero associazioni dedicate ai mercanti, agli avvocati oppure ai musicisti.
    Queste nuove forme associative mantennero però il filo della memoria e della carità reciproca, che erano sempre presenti. Si diffusero ampiamente le Confraternite dedicate all’edificazione del popolo dei fedeli e alla testimonianza della Fede, spesso in sinergia, ma anche in contrasto con le parrocchie.

    I “Flagellanti” erano ancora molto diffusi e parecchio attivi, con ritrovi frequenti per pregare insieme l’Ufficio nei giorni di festa; si mettevano fieramente in mostra durante le processioni e cantavano le Lodi in lingua volgare. Posero le loro sedi in oratori dove poi avevano autonomia gestionale. L’abito tipico delle odierne Confraternite è una loro eredità: vestivano di sacco e utilizzavano il cappuccio, due elementi chiave ancora oggi dell’abito confraternale, specie nel Sud Italia.

    Questo secolo vide anche il diffondersi delle associazioni devote a Maria Santissima, fino a quel tempo lasciata un po’ in secondo piano. Fiorirono devozioni a Maria Immacolata, grazie alla spinta dei frati francescani, e si diffuse ampiamente il Rosario, preghiera tipica dell’ordine Domenicano.

    Maria si mostrava come origine e custode di una salvezza che aveva come cardine principale Dio fatto Uomo, Gesù Cristo, grazie al quale si potè realizzare il Sacrificio Redentore della Croce: la memoria di Maria rimandava incessantemente a quella di Cristo. Fu in questo contesto che nacquero le Confraternite devote al Corpo di Cristo (“Corpus Domini”): adoravano il Figlio adagiato nelle braccia della sua Santa Madre.
    I Confratelli devoti al Corpus Domini erano incaricati di curare le luminarie e rifornire le lampade a olio tenute accese davanti ai Tabernacoli. Provvedevano al decoro dei riti pubblici celebrati in onore dell’Eucarestia; la scortavano con deferente premura quando si portava il Viatico ai moribondi. In molti casi, soprattutto dopo che le confraternite eucaristiche si diffusero ampiamente, ad esse fu affidata la gestione delle strutture parrocchiali. Queste associazioni trovavano nel culto del “Santissimo Sacramento” il loro perno centrale ed irrinunciabile.
    Le antiche “Scuole” dedicate al memoriale della Passione di Cristo si trasformarono nelle moderne Confraternite del Santissimo Sacramento, assumendo anche quei contorni tipici anche dei giorni odierni: partecipazione alle processioni del Corpus Domini e alle Sante Quarantore, adorazione della Santa Eucarestia.

    San Carlo Borromeo si trovò ad operare in un terreno molto ampio e molto diversificato: fu lui a decidere di riformare le Confraternite della Diocesi di Milano, ma erano un processo comunque già in atto. San Carlo spinse ulteriormente la diffusione delle Confraternite del Santissimo Sacramento, rendendole un fenomeno tipico della religiosità milanese, rendendole una dotazione obbligatoria per tutte le parrocchie; incitò il clero a farsele alleate e le unificò tutte sotto il controllo della Diocesi, dotando di statuti uniformi tutte le associazioni milanesi.

    Documenti storici attestano il buon esito dell’opera di San Carlo e della sua curia: le Confraternite del Santissimo Sacramento rimangono tutt’oggi ampiamente diffuse, anche se dormienti o poco attive, ma mantengono il primato numerico all’interno della Diocesi. Il controllo centralizzato della Diocesi aiutò grandemente le Confraternite locali ad aumentare gli iscritti ed a realizzare opere di carità concreta. San Carlo valorizzò anche la Compagnia della Dottrina, il cui scopo era catechizzare il popolo tutto.

    I “Flagellanti” rimasero molto diffusi e il loro modello rimase molto influente sull’impostazione delle altre Confraternite. Si tentò di inglobare le varie realtà esistenti in un più saldo controllo ecclesiastico inquadrato nella Diocesi e nelle parrocchie, senza però mai riuscirvi appieno. In generale, si cercò di fare delle Confraternite uno degli agenti più efficaci dell’acculturazione religiosa dei fedeli: grazie all’opera di catechesi, grazie alla diffusione delle immagini e testi sacri, grazie al canto religioso.

    Il XIX secolo e l’eredità di oggi

    Nonostante il controllo centrale, le Confraternite rimasero ancora l’espressione della volontà del popolo di aggregarsi insieme per sostenersi nella Fede, per non sentirsi soli, per realizzare opere di misericordia concreta. Continuarono la loro esistenza per tutto il periodo dell’Antico Regime, cioè per tutto il Sei-Settecento, fino ai ribaltamenti dell’Ottocento.
    Fu nel XIX secolo che cominciarono ad incrinarsi i meccanismi associativi delle Confraternite, a causa della nuova mentalità stato-centrica della classe politica. Il desiderio di controllare più capillarmente la società da parte dello stato fu originato dal “secolo del Lumi” e dal “cattolicesimo regolato” Massonico, modi di pensare ormai ampiamenti diffusi tra le elitè ricche e colte della società borghese. La conquista napoleonica della penisola, con le sue politiche antiecclesiastiche, creò una grandissima frattura nel tessuto sociale confraternale; la Restaurazione aiutò queste realtà a riprendersi e a sopravvivere fino ad oggi, ma furono comunque private di quello slancio di cui erano intrise nei secoli precedenti.

    Oggi possiamo trovare manufatti sacri Confraternali in praticamente ogni chiesa: stendardi, bastoni da processione, statue, affreschi, quadri… Molta arte venne prodotta dalle antiche “fraternità”, come dimostrazione della loro Fede viva e come pegno per assicurarsi un posto nel Cielo.

    Stendardo appartenuto alla Confraternita del Santissimo Sacramento di Vanzaghello, esposto sulla parete a sinistra della Chiesa di San Rocco.

    Tutti questi oggetti sono muti testimoni di un mondo passato dove la Fede era intesa in un senso molto profondo e veramente “universale”: ogni aspetto della vita del confratello era volto all’acquisto di quei tesori celesti che nessuno avrebbe mai potuto rubare; in questo acquisto erano coinvolte sia la vita spirituale che la vita di tutti i giorni, persino quella professionale.
    Oggi noi possiamo solo ammirare la grandissima eredità di Fede lasciataci dai nostri predecessori e cercare di rassomigliargli, almeno un pochino. Lo stato moderno ha preso il sopravvento sulla vita professionale e materiale, ma rimane ancora un piccolo spiraglio per poter operare spiritualmente. Non perdiamoci d’animo e non fermiamo questo passaggio di testimoni della Fede che continua di secolo in secolo, ogni volta mutando e adattandosi al contesto sociale dell’epoca.
    Preghiamo, preghiamo gli uni per gli altri. Affidiamoci a Gesù Eucaristico e al Padre, sapendo che se cercheremo “prima il Regno di Dio, il resto vi sarà dato in aggiunta”.

    Ad Majorem Dei Gloriam

  • Riassunto del primo anno passato

    Con l’inizio del mese di settembre si torna dalle vacanze e si riprende chi il lavoro, chi la scuola, e chi le processioni. Prima di iniziare, vogliamo un attimo volgere lo sguardo al passato anno 2023/2024, sia per raccontarvi le nostre attività, sia per proseguire senza timore di perdere la bussola.

    La primissima uscita della Confraternita nel 2023 si è svolta al Sacro Monte di Varese nel mese di Marzo: una piccola processione iniziata alla XIV Cappella e terminata nel Santuario di Santa Maria del Monte, dove circa 100 Confratelli e Consorelle si sono ritrovati per onorare la Santa Madre.
    All’epoca i Confratelli di Vanzaghello non erano ancora in possesso delle loro vesti, che arriveranno più avanti. Durante i Vespri conclusivi della giornata, il Priore e il Tesoriere sono stati scelti dal Cerimoniere Matteo Mancone come Ceroferari per l’Adorazione Eucaristica.

    Il 5 Luglio 2023 è stata organizzata una serata di Adorazione Eucaristica, presieduta dal nostro parroco Don Armando nella Chiesa di San Rocco, invitando tutte le Confraternite della Zona IV, come presentazione dei membri della neonata Confraternita e per far conoscere la realtà dell’Adorazione Eucaristica Perpetua.

    Il 17 Settembre arriva il primo invito al Duomo di Milano, per presenziare al Vespro Solenne celebrato in occasione della festa dell’Esaltazione della Santa Croce, durante il Rito della Nivola.
    Tale Rito ha origini antiche ed è svolto unicamente a Milano: l’Arcivescovo, grazie ad un argano particolare, sale in cima all’abside del Duomo e porta a terra il Santo Chiodo. La Reliquia viene venerata dal popolo e paricolarmente dalle Confraternite presenti e successivamente viene portato in processione all’interno della Cattedrale. Avendo ricevuto le vesti nei mesi estivi, tre nostri Confratelli sono stati scelti per aprire la processione.
    Sessantacinque i Confratelli e le Consorelle presenti, insieme ai Cavalieri di Malta e ai Cavalieri del Santo Sepolcro.

    Il 3 Novembre la Confraternita riceve l’invito Diocesano per presenziare al Pontificale di San Carlo Borromeo, svoltosi sempre in Duomo e presieduto dall’Arcivescovo, Sua Eccellenza Mons. Mario Delpini. In questa occasione abbiamo avuto la sopresa di incontrare don Alessandro Tacchi, in quel momento Diacono transuente, seduto accanto a noi. Al termine della celebrazione l’Arcivescovo Delpini ha voluto salutare personalmente tutte le Confraternite che avevano partecipato, insieme ai Cavalieri di Malta e ai Cavalieri del Santo Sepolcro.

    Domenica 19 Novembre 2023 arriva la Consacrazione Ufficiale della Confraternita di Vanzaghello, svolta durante la Giornata dell’Adoratore parrocchiale. In questa occasione il Rito è stato presieduto da Sua Eccellenza Mons. Antonio Suetta, insieme al Collaboratore Diocesano per le Confraternite, Mons. Claudio Carboni. Nove Confratelli e sei Consorelle si impegnano davanti alla comunità Vanzaghellese di amare ed adorare Gesù Eucaristico ed a promuovere l’Adorazione Eucaristica Perpetua.

    I Confratelli e le Consorelle, appena consacrati durante la Giornata dell’Adoratore, insieme al Parroco Don Armando e il Delegato Arcivescovile Mons. Claudio Carboni.

    Segue il Natale ed in questa occasione la Confraternita ha svolto il primo servizio parrocchiale come Ceroferari alle Messe di Natale e Capodanno.

    Cambia l’anno, si entra nel 2024, e il primo impegno è stato al 9 Marzo con una giornata di ritiro a Saronno, svolta insieme a tutte le Confraternite della Diocesi. Pur se con una lieve pioggia, i Confratelli hanno camminato in processione pregando il Santo Rosario.

    Il mese di Aprile si è rivelato molto impegnativo: l’invito al ritiro del Quarto Capitolo del Monastero WiFi (rete di preghiera nata durante la chisura della pandemia ad opera di Costanza Miriano e un gruppo di suoi amici), svolto all’Opera Don Orione a Milano il 20 Aprile, dove i Confratelli hanno partecipato all’intera giornata e anche svolto servizio all’altare guidati dal Cerimoniere della Chiesa di Sant’Ambrogio, Riccardo Amato.
    Tema guida della giornata: l’Eucarestia.

    Il 26 Aprile arriva in Diocesi l’Icona di Maria, Madre della Speranza e delle Confraternite, immagine itinerante partita da una parrocchia di Napoli e che ora sta attraversando tutta l’Italia; concluderà il suo percorso a Roma nell’anno del Giubileo. Un piccolo gruppo di Vanzaghellesi partecipa alla cerimonia serale di benvenuto all’immagine sacra, svolta al Santuario di Rho e presieduta dall’Arcivescovo.

    Il 28 Aprile un grande evento: il Cammino Interregionale delle Confraternite, svolto a Chiari (BS).
    Seicento confratelli e consorelle, provenienti dalle intere regioni di Lombardia, Piemonte e Liguria. Una giornata di preghiera molto intensa, aperta con la Messa del mattino celebrata dal Vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada. Segue una grande processione di tutto il popolo per le vie del paese. Dopo un pranzo conviviale, si termina la giornata con un Vespro solenne di Adorazione dell’Eucarestia, durato più di un’ora. Chiari ospita un’antica e imponente “macchina” di Adorazione Settecentesca, che ha impressionato tutti con la sua magnificenza.

    Un momento della Messa del mattino, celebrata da Sua Eccellenza Pierantonio Tremolada.

    Segue Maggio, con la tradizionale Fiaccola Mariana Votiva di Vanzaghello. In contemporanea a questo evento, il paese è stato scelto dalla Diocesi per ospitare l’icona di Maria, Madre della Speranza e delle Confraternite. Vanzaghello è stato uno dei primissimi paesi scelti grazie alla presenza dell’Adorazione Eucaristica Perpetua nella Chiesa di San Rocco. Infatti, dopo la presentazione dell’icona al paese, questa è stata posta in San Rocco accanto a Gesù Eucaristico per 5 giorni per essere venerata. Per concessione della Penitenzieria Apostolica, la venerazione dell’immagine concede Indulgenza Plenaria, alle consuete condizioni. Al termine del periodo, la Sacra Icona è stata trasferita a Corbetta per proseguire il suo percorso.

    Il mese Mariano di Vanzaghello si conclude con la tradizionale processione; Domenica 26 la Confraternita è stata impegnata a guidare il carro che ospitava la statua della Madonna. Questa occasione è la prima volta in cui la Confraternita Vanzaghellese scende in processione per le vie del proprio paese.

    Il 30 Maggio la Confraternita raccoglie l’invito Diocesano per la processione del Corpus Domini presieduta dall’Arcivescovo Mons. Delpini. Tre Confratelli e tre Consorelle partecipano all’evento Milanese. Al termine della Messa serale si incolonna la processione, sebbene le nuvole appaiano un po’ minacciose e cariche d’acqua. Il buon Dio prende la decisione di non allontanare la pioggia: il nostro Arcivescovo prosegue senza paura, senza modificare il suo passo, sempre portando Gesù Eucaristico sotto il diluvio. All’arrivo nella Chiesa di San Giuseppe dei Morenti tutti i presbiteri, i Confratelli e tutta la coda della processione, entrano totalmente inzuppati d’acqua. Sua Eccellenza Delpini ha ringraziato e lodato la perseveranza e la Fede dimostrate dal popolo fradicio, che ha seguito Gesù e il suo Apostolo nonostante l’acquazzone.

    Al 7 Giugno giunge l’invito di partecipare alla processione Mariana di Gorla Maggiore, parrocchia di Don Valentino, amico del nostro Don Armando. I Confratelli assistono ad una processione molto raccolta e una celebrazione veramente molto ben curata, grazie anche ai cantori professionisti della parrocchia.

    L’ultimo impegno della Confraternita prima delle vacanze estive è stata la partecipazione alla Messa Pontificale per la festa dei Santi Protaso e Gervaso, celebrata in Basilica Sant’Ambrogio a Milano in data 23 Giugno. L’invito ci è stato rivolto dal Cerimoniere Riccardo Amato, precedentemente incontrato durante il Monastero WiFi di Aprile; la Confraternita Vanzaghellese è stata la prima a tornare a fare servizio alla Basilica di Sant’Ambrogio dopo la soppressione di quelle residenti. I nostri Confratelli e Consorelle hanno prestato servizio come crociferari e ceroferari durante la celebrazione. Abbiamo potuto assistere al tradizionale Rito del Faro, tutto ambrosiano: in un preciso punto della Messa viene dato fuoco ad un globo di tessuto, contenente alcuni aromi e dell’incenso, simbolo dei martiri che “bruciarono d’amore” per Cristo.

    Quest’anno si apre con un’agenda già fitta: si possono contare quattro date nel solo mese di settembre! La Confraternita Vanzaghellese cercherà di operare al meglio possibile, sapendo che non tutti gli impegni potranno essere onorati. Operiamo sapendo anche che i risultati di ciò che facciamo non dipendono da noi, ma dalla bontà del buon Dio: con la preghiera ci affidiamo a Lui, chiedendo, come figli, che queste nostre opere possano portare buoni frutti alla Chiesa Universale.